Brasile
a quattro mani
nei dipinti di
Cristina
Guimaraes
e
Antonio Lorè
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Sui
ritmi delle tele di Cristina e Antonio
Esplodono
donne assolate
rimbalzano luce equatore
irraggiano sensi graffianti
pantere in agguato di sogni
vertigini a tinte stordenti
galoppano segni di carne
in languide attese fiorate
la musica scaccia i fantasmi
annebbia la rumba i pensieri
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Antonio
e Cristina si incontrarono a Bahia: lui un italiano teatrante
e pittore, lei una timida ragazza brasiliana che disegnava
la vita come sogno . Nelle strade, perenne palcoscenico, camminavano
allacciati incontrando donne, colori, animali, personaggi
strani e gioiosi. La luce di quegli anni si è riversata,
attraverso le mani, su carta e su tela ed è diventata
narrazione, fotogramma per fotogramma, del popolo straordinariamente
misto, frutto di etnie distanti, giunte nello sterminato paese
a fondere insieme destini contrastanti: schiavi, cercatori
di fortuna, conquistatori, mercanti, artisti. |
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L’estate
perenne allevia le difficoltà di quella gente, trasformandole
in abiti colorati, in voci musicali, in passi danzanti,
in esplosioni vitali. E’ questo il senso dell’allegria
che esce dai dipinti di Cristina e Antonio, uniti dall’amore
anche nel muovere i pennelli: difficile distinguere i lavori
dell’una da quelli dell’altro. Il ritmo carioca
prorompe dai loro dipinti e si trasferisce nelle case di
chi ha la fortuna di esibirne almeno uno su una parete.
Una
pittura che allieta, nata da un mondo povero e vitale.
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Girano
con un secchio in testa ed una scopa, vanno a lavare le scale
della Cattedrale. Non camminano, ballano. Non parlano, cantano.
L’ondeggiare delle anche riafferma la femminilità,
madre di tutti i nati. I tratti marcati sono dolci e invitanti.
Un segno di matita le rende vive. |
| Siedono
fuori casa e aspettano. Cosa? Il lavoro, l’amore, gli
amici, la fortuna? Mentre attendono cantano e sorridono, mostrano
alla luce la loro grazia, la grazia di esistere. |
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Il
tucano è mistero allegro:
da dove nascono il chiasso delle tinte,
la
comicità del verso acidulo,
l’invadenza del becco?
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Valgono
i quadri di Cristina e Antonio?
Hanno il valore dei colori, delle immagini, della fantasia
che sanno emanare.
E’ il valore della letizia. |
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