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Enrico Bravo
La
donna di smalto
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"Cercate_il_suo_volto"
Mostra
per il Festival Biblico
Vicenza 23 maggio-28 giugno 2009
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Enrico Bravo, scultore, ceramista, pittore,
nato a Cartigliano,
nella terra della ceramica che da
Bassano scende lungo il Brenta,
ha cominciato da bambino a plasmare la terra animandola
in forma e colore ed ha sviluppato le sue immagini anche
su carta e su tela. Rincorre la figura femminile, astraendo
in immagini la grande passione per sua moglie Gina. Maestro
di altissimo livello nell'ardua tecnica della ceramica di
grandi dimensioni.
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La
donna di smalto
I
riccioli spandi e mi avvolgi
dischiudi la selva avventura
intrico di abbracci e sussurri
tendaggi protesi alla vita
incroci promesse e rifiuti
nei lacci di un canto nascosto
che sfoglio in lenti percorsi
mirando alla soglia suprema
da smalto abbagliante accecato
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Un’unica
forma di due
Un’ombra rimasta sul muro
l’abbraccio di un solo momento
per darsi un saluto… chi sa?
per sempre o forse tra un anno
in piedi aderenti un istante
un’unica forma di due
è come allacciarsi in un volo
istinto di unione in un fiato
impronta plasmata nel bianco
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Anonimo
ramo
Un semplice ramo sparuto
in un controluce assoluto
dimentica noti orizzonti
e piante sorelle o vicine
è solo in spazio di tempo
diventa di ghiaccio e poi pietra
mantiene un’anima verde
ricordo di un’era vissuta
essenza di anonimo ramo
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Il
bagno turco
Vapore
che ammanta le curve
in unico corpo confonde
le donne nel bagno termale
squagliati i pudori nell’ombra
emergono segni muliebri
diversi in volumi ed offerte
vampate di voglie e sudori
sussurri e risate smorzate
segreti di stanza proibita
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Salino
orizzonte
E’
linea che langue e lambisce
marino orizzonte indeciso
lontano si allenta il lamento
del buio in fuga al sorgente
illumina allieta ed illustra
lo specchio incamera il moto
dal limpido limite illusa
fiorente di rostri barriera
in vele lievita e culla.
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La
sosta in divano
Penombra
richiama il tepore
del dolce sostare in divano
sui volti distesi in attesa
il flauto diffonde il colore
le guance riflesse alle note
rivelano interno tremore
riposta speranza che vaga
su curva assiepata di donne
avvolte in serafico odore.
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Promessa
eludente
Si
impenna di pieghe lo smalto
il panno che storia avviluppa
sconvolge passione in ricordo
donando la curva degli anni
rimargina i sensi travolti
il segno che il bianco nasconde
ispira torsione di sguardi
muliebre vibrare di forme
abbraccio promessa eludente.
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Nike
di Roma
Il manto che lieve ti avvolge
ripete nel dolce panneggio
turgore di giovane donna
respira l’interno vibrare
del corpo che in danza s’innalza
riflette del sole al mattino
il bacio di luce in saluto
risplende in colori di terra
l’ardito sembiante in vittoria
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La
coppia
Che strana è a vista la coppia
non sembrano fondersi in uno
nemmeno la mano è congiunta
a fianco costanti e distanti
si ispirano a forme diverse
escludono la somiglianza
ma restano insieme a memoria
uniti da opposta sembianza
bellezza che non si riflette
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Sterpi
Crocchianti
nel rigido sole
che il gelo riflette abbagliante
non sperano gemme al risveglio
né verdi tornare nel cuore
si abbracciano lieti fratelli
nell’ultima danza all’aperto
ed offrono spine in assaggio
a incaute mani stringenti
attendono fine fiammante
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Il
pifferaio
Parole
che toccano lievi
carezzano attorno alle spalle
sussurrano immagini attese
rifrangono a specchio i pensieri
mi rendono bella in difetti
ma
come indovina i segreti?
perfora ostinato silenzio
discorre e mi flauta negli occhi
avvolge in un fumo che allieta |
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