giovedi
28 dicembre 2007 - mercoledì 3 gennaio
2007 ore 17:50
Museo
di Palazzo Venezia - Sala del Refettorio
Via del Plebiscito - Roma
Giochi d’arte
sui quadri in mostra di Antonella
Cappuccio
poesie e prose di Antonio Bruni Angelica Fei Maria Paola Langerano
interpretate da Loredana Martinez Sergio Nicolai
lieder di Schumann, Schubert, Faure interpretati da Monica
Burgio Manlio Pinto
coordinamento artistico Idalberto Fei
In
questa pagina le poesie della lettura
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Mi
svelo ma in animo nuda
degli occhi tuoi ciechi di maschio
reprimi quel lampo rapace
che muove dal sesso la febbre
per render feconda la specie
quel gesto d'amore è crudele
se ignora che dentro il mio ventre
le gole di donna son canto
contemplale e dona rispetto
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Antonella Cappuccio
ha disegnato il volto femminile, icona delle
letture pubbliche di “ Mi svelo”. (2002-2003). Ai monologhi
sono ispirate tre delle “punte d’argento”,
disegnate su versi d’amore, esposte come spazio scenico presso“Il Tempio
di Dioniso” .
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Notte
panica
Chi abita dentro i cespugli
di opachi pensieri notturni
e fruscia attorno alle felci
lamenti aderenti al silenzio?
qualcosa
nell’aria mi prende
filtrata da cielo a spiragli
sentori di piante non nate
germogli con lenti sussurri
da lampi improvvisi è paura
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Esponente
della nuova maniera italiana, ha esordito come costumista
e scenografo, per poi dedicarsi totalmente alla pittura. Ha esposto a Roma a Castel
Sant’Angelo e alla GNAM,
nel Palazzo Ducale e alla casa del Mantegna di Mantova
e al museo italo americano di San Francisco. Nel complesso Nervi in Vaticano
sono collocate quattro sue pale d’altare sulla vita di San
Pietro. Le sue opere appartengono a collezioni pubbliche e
private in Europa e in America.
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Autoritratto
di artista
In curve ammalianti mi plasmo
mi vesto in sfarzosi tessuti
con ombre e rilievi mi trucco
ardenti invento gli amanti
li allaccio in talami arditi
magnifico figli ed infanti
tratteggio orizzonti di sguardi
intreccio cespugli invitanti
moltiplico oro negli occhi
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Sorsata
dipinta
Dischiuditi orma d’arancio
avvolgiti attorno al mio soffio
ripetimi ancora il richiamo
investi la luce col canto
rifrangi nel tatto i colori
intrecciati carne nei fiati
in gola discendi succosa
infilati in ogni pensiero
inverti il mio passo normale
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Ypnos
Inciampo continuo nel letto
mi calo nel pozzo che suona
appaiono i primi colori
figure di scatto a sorpresa
mi parlano in tanti e decisi
non trovo un appiglio alla scesa
paura di quel che continua
la luce ramata mi avvolge
e il grido in bocca si arresta
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Solitudo
Un’ombra niente altro che un’ombra
mi trovo a vagare da sola
non posso sostare nel mare
non vedo un riflesso di me
il corpo ora assente non pesa
la mano che lenta saluta
appena distinta dall’ombra
è l’unica traccia dell’io
non trovo risposta d’intorno
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Tripudio
notturno
Mosaico d’argento è la pelle
distesa d’intensi lumini
affollano incroci dei sensi
accendono pigri sentieri
ignote parole sgorganti
dal tocco che ha dato l’avvio
allegro fluttuare di membra
trascina l’intero sembiante
nel soffio che colma la notte
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Incontro
all’aurora
Mattino chiarore s’innalza
avvampa incertezza di guance
pudore di buio contatto
svanito con l’ombra notturna
ed ora che il bosco si scalda
accende in richiamo le gole
nel caldo trionfo di suoni
si schiude all’attesa la pelle
decide l’incontro col sole
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Incisione
di abbraccio
Il rame si adagia sui corpi
colora pallori esitanti
trasporta la febbre del tatto
in riccioli intrica i capelli
annoda le dita coi fiati
trasmette la scossa nei pori
suggella le labbra incrociate
scintilla e dilata pupille
incide in interno l’abbraccio
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Primo
mare
La
brezza del primo mattino
deterge gli intrighi notturni
e fresca appare la luce
distingue orizzonti confusi
innesta rilievi e colori
gioisce di versi animali
emerge creatura fanciulla
dal mare che gode riposo
ma forse è un riflesso del sole
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Enigma
Si intrecciano lettere e spazi
compongono interne dottrine
emergono capi di filo
matassa impastata in cemento
sorridono cieche le statue
forniscono tracce nel nudo
arcana parola in un fiato
incisa da un fiore sul muro
esiste
risposta o è gioco?
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Viaggiatori
nello specchio
E’
il corpo che viaggia compagno
insieme i giorni attraversa
e soffre emozioni di noi
confronta lo specchio accarezza
rimbalza il conto degli anni
assomma vicende di pelle
i furti di vita rifiuta
negli occhi il turgore dell’io
è il corpo mai sazio di sé
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Ritratti
amati
Oscillano in intima mente
fissate in cornice di sabbia
sembianze rapprese in ricordo
affollano interna parete
domandano tutte qualcosa
ma muta è la loro parola
di ognuno è smarrita la data
escludono altre versioni
l’immagine è unica e sola
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