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IL QUOTIDIANO IN VERSI
pagina_poesie_attualità_ 2011

grafica di Sergio De Bernardo

INDICE
per leggere tutte le poesie, più di 200 divise in 14 pagine; ho aggiunto, a quelle del libro, altre scritte in periodi diversi,anche più recenti

 

Terrore del video in diretta
con getto di bombe a reazione
gigante è il mondo in ginocchio

sotterraneo il treno impazzito
sorpassa le esterne stazioni
insegue certezza nel vuoto

non ha più le mani la guerra
è fumo che ammanta in frantumi
il sogno del terzo millennio

12 settembre 2001: attacco alle Twin towers

 

Da luglio 2001 a gennaio 2003 ho pubblicato tutti i giorni, sulla prima pagina del quotidiano “Il Popolo”, una poesia di commento all’attualità, ai fatti e problemi internazionali, alla politica e al costume nazionale, ai personaggi della cronaca. Un genere nuovo per informare con la brevità di un sommario e l’incisività di un fondo.
La rubrica si chiamava “il nonino” ( un metro di nove versi novenari, di mia formulazione) ed è stato il primo esperimento di poesia quotidiana su un giornale, penso, in assoluto, perché non ho trovato altri precedenti sulla stampa, con la stessa continuità di pubblicazione, di legame all’attualità, di omogeneità stilistica.

Son neri i carruggi di fumo
e i tratti degli extra al lavoro
son nere le donne in offerta

son neri i vestiti da sera
divise con fregi e alamari
le lunghe berline e gli autisti

son nere le tute violente
lontani i negri affamati
in nero le suore in preghiera.

25 luglio 2001:Genova vertice del G8

Se si rileggono oggi queste poesie, nulla o quasi pare cambiato.
I versi scritti allora restano (purtroppo) d’attualità: l’attacco_alle_torri,
la_guerra,

gli_attentati_suicidi
,
l’agonia_dell’Africa,
l’ostinazione_di_chi_cerca_la_pace_e_la_preghiera,
le_anomalie_della_politica_italiana
la_fine_del_pluralismo_televisivo,

i_personaggi_noti_e_ignoti_della_cronaca
,
i_costumi_incivili_del_nostro_paese
l
a_tolleranza,
le frontiere della scienza
della giustizia e
dell'educazione,
l'aria di vacanza
.

 

Ho raccolto un’antologia di 160 delle poesie-notizia, metà di quelle pubblicate sul giornale, nel libro “Il quotidiano in versi” (MiliaPlus Roma 2003 pp. 68 euro 7), a cura di Marco Aureli, con la veste grafica di Sergio De Bernardo. Il libro è stato presentato il 24 giugno 2003 nella sala Santa Bologna del Senato della Repubblica a Roma. Introdotti dalla giornalista Maria Grazia Capulli (TG2), hanno parlato il senatore Giampaolo D’Andrea, direttore di “Il Popolo” (fino alla chiusura dello storico quotidiano il 18 gennaio 2003), il direttore responsabile Francesco Saverio Garofani, e il linguista Claudio Giovanardi, ordinario a Roma Tre.
In quella manifestazione quattro attori (Laura Lattuada, Sergio Nicolai, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini) hanno interpretato alcune poesie trasformando, con la regia di Idalberto Fei, la presentazione del libro in un appassionato “recital” d’impegno civile, che è stato poi riadattato e riproposto in alcune manifestazioni giovanili riguardanti il terzo mondo ed il volontariato.

Parlano di fame

Obesi ubriachi arteriosi
seduti infiacchiti stonati
da fumo da farmaci e droghe
ansiosi da flussi di borsa
snervati da immagini e suoni
la pelle irritata da cure
tinture persino in pupille
vestiti di solite firme

discutono i bianchi di fame

undici giugno 2002
Congresso della FAO a Roma

 
 sedici marzo 2002

Aldo Moro

La storia dei drammi e dei sogni è
processo che libera il mondo
nel vero ritrova l'incontro

bisogna adeguarsi al suo fiume
l'azione violenta e opprimente
non ferma in futuro quel corso

dottrina di pace e speranza
fu chiaro bersaglio in tortura

sorride di nuovo il messaggio
anniversario del rapimento

"Poche settimane dopo la mia nomina a direttore politico de “Il Popolo”, Antonio Bruni, che da anni non cessa di sorprendermi per la sua versatilità e per la particolare capacità di prospettare idee nuove ed originali, venne a trovarmi per propormi di segnalare quotidianamente gli avvenimenti in una forma inedita, inconsueta soprattutto per un giornale di partito, quale “Il Popolo” era da sempre: i versi. Superate le iniziali perplessità, decidemmo di verificare per qualche giorno il gradimento, da parte dei lettori, di questa singolare modalità di comunicazione politica. Il positivo riscontro che avemmo modo di registrare la trasformò in un appuntamento permanente. E così ogni giorno “Il nonino” ha rappresentato la continuità editoriale del racconto quotidiano dei fatti proposti in prima pagina dal nostro giornale.Attualità politica e riflessione critica si alternano nei versi e scandiscono il tempo di un dialogo con i lettori, nutrito di sottile ironia o di amaro sarcasmo, che affiora a più riprese attraverso il linguaggio ovattato della poesia e che, di volta in volta, asseconda il fremito dell’indignazione, la rabbia dell’impotenza, la malinconia della decadenza."(Giampaolo D'Andrea,presentazione del libro)

Inganna quel vortice oscuro
trattiene bloccato un respiro
si tuffa chi vive in coraggio

azzardo è decidere in fretta
quell'acqua non cala e travolge

nel fango due battiti soli
invano si tirano funi

mistero è il destino dei gesti
chi salva perisce e si salva

sedici gennaio 2003 a Roma un vigile
del fuoco muore per salvare un sub

“Sotto la sua penna cadono ministri, sottosegretari, uomini di potere, totem del sistema delle telecomunicazioni. Ce n’è per tutti. Eppure a Bruni si deve riconoscere anche un’altra notevole qualità, il ricorso alla pietas, che fa di lui, uomo di fede, un interprete raffinato e mai banale di gioie, dolori, tragedie e trionfi.”(Claudio Giovanardi, ibidem )

tredici giugno 2002

Hubner

Cresciuto negli anni è il migliore
che salva una tiepida squadra
da solo infilando più reti
di tutti i campioni più noti
lo pagano poco ma rende
nessuno lo chiama in azzurro
il merito non lo fa divo
da casa sorride e fa il tifo
persona dà senso allo sport

Il capocannoniere non ammesso al mondiale

"Non posso nascondere che quando Giampaolo D’Andrea, direttore politico de Il Popolo, mi anticipò l’idea di Antonio di dar vita ad una piccola rubrica in versi con cadenza quotidiana, provai qualche perplessità. Perché una rubrica condiziona molto il profilo di un giornale, sia per la difficoltà di assicurarne la puntualità, sia, soprattutto, per la qualità che la deve caratterizzare.
Quando poi ho conosciuto Antonio Bruni i miei timori si sono dissolti: la sua passione e il suo entusiasmo per quell’idea che nasceva erano la migliore garanzia che l’esperimento avrebbe funzionato. Così è successo che, combinando assieme la sensibilità poetica e l’esigenza di “coprire” giornalisticamente un evento è nato un “genere” originale, almeno nel panorama editoriale italiano.(…) Il nonino è stato lo strumento, prettamente giornalistico seppure in forma anomala, per trattare notizie di vita quotidiana, ma a forte contenuto simbolico, che altrimenti il giornale non avrebbe avuto.(…)Un po’ come è pienamente giornalista il vignettista, che scrive il suo editoriale disegnando." (Francesco Saverio Garofani, ibidem)

Nigeria il petrolio la brucia
il gas della Russia ai mafiosi
Kabul l’oleodotto fa guerra
il Caspio è annegato nel nero
Caracas divide tra pochi
nel Golfo diventa estremismo

per trarre profitto in petrolio
si ruba alla terra e a chi è sopra
si uccide con guerra e veleno

quindici marzo: 2002 il petrolio
all’origine di molte guerre

Annienta qualcuno? lo inventa
il media è l'arma potente
che crea la notizia ed il volto
ribalta ragione ed il torto

è chi lo cavalca che esiste
ottiene il potere da ascolto
giustifica ogni sua colpa

il video lo mette al di sopra
di regole ovvie ai comuni

21 giugno 2002 Berlusconi .accusa di eversione chi lo critica

Se acquisti pistola sceriffo
ti senti in pellicola eroe

poi l'arma ti infiamma bersaglio
tu sbagli la prende tuo figlio
lo scherzo in tragedia divampa
armato ti trova rapina
bandito ha paura e ti centra

affronta la vita da inerme
sarai più sicuro nel cuore

7 giugno 2002: proposta della
Margherita contro la vendita di armi

Tra le lettere ricevute dopo la pubblicazione, e che mi hanno fatto grande onore, vorrei citarne una:

"Ricevo la bella pubblicazione che riporta le sue poesie politiche che facevano di annuncio su "Il popolo" fino alla dolorosa chiusura del gennaio di quest'anno.Ricordo quante volte le ho lette. Certo la Provvidenza le ha donato una viva e profonda vena poetica:molta ammirazione!Continui; chi è corifeo, ha la voce anche per chi non l'ha. Apro e leggo molte felici istantanee...ecco "La pistola inutile" "affronta la vita da inerme, sarai più sicuro nel cuore". Molto bello e molto attuale: vince chi più crede e più ama.
Dobbiamo ricordarcelo.Grazie di cuore.
suo Oscar Luigi Scalfaro - 4 settembre 2003

 

Pesante la borsa di carte
in quel rincasare tranquillo
problemi che roteano intorno
pedali per l'uomo che studia
e cerca di sciogliere nodi

la sera ha un'aria distesa
ma piomba in quell'attimo immane
oscuro disegno trafigge
pensiero che bianco s'invola

21 marzo 2002 assassinato a
Bologna dalle Brigate Rosse

"C’è un episodio, legato alla pubblicazione di un “nonino” sull’assassinio di Marco Biagi, che voglio ricordare perché mi pare illustrativo dello spessore umano di Antonio Bruni. Il giorno seguente l’omicidio, Bruni scrisse questo componimento, intitolato Marco Biagi, regolarmente pubblicato e riprodotto a fianco. Pochi giorni dopo Dacia Maraini compose a sua volta una poesia in memoria di Biagi, la cui somiglianza con i versi di Bruni non è sfuggita a giornali e agenzie di stampa che hanno tentato di montare un piccolo caso di gossip letterario; tentativo abortito grazie all’ostinato silenzio di Bruni sul presunto plagio. Occorrono altri commenti?" (Claudio Giovanardi , idibem)
Tacciano le fanfare

Se morte cruenta è vicina
sia pur per difesa od aiuto
non c'è da far festa o incitare

è compito lugubre usare
violenza pur contro i violenti
non ride chi assume missione

chi aizza vuol farsene vanto
smarrisce misura al dovere
travalica azione e aggredisce

10 novembre 2001: la Casa delle Libertà
in piazza a favore della guerra in Afganistan

"L’11 settembre 2001 rappresenta un vero spartiacque della storia e della coscienza civile di tutti gli occidentali; non a caso la sezione"Le torri e il fumo" apre il volume di Bruni ed è tra le più rappresentate con ben 32 componimenti sui 180 totali. Un episodio che ha colpito l’immaginario collettivo, che ha gettato nell’angoscia l’umanità, che ha prefigurato eventi distruttivi come la guerra in Afghanistan e in Iraq. Peccato che la chiusura del “Popolo” abbia impedito di leggere qualche “nonino” su queste guerre; tuttavia vi è una poesia di sapore profetico, intitolata: Tacciano le fanfare .Mi pare che questi versi potrebbero degnamente figurare come blasone dei tanti cortei pacifisti che hanno attraversato il mondo nelle settimane passate." (Claudio Giovanardi , idibem)

 

Rompiamo lo Stato sociale
nemico di imprese e profitti
che crea parassiti e rimesse
chi spinge al lavoro è il guadagno

poi esplodono torri è sciagura
ci sono in attesa i pompieri
stipendio ed ignorano borsa
e muoion lottando col fumo
aumenta il valore di azioni

21 settembre 2001: i pompieri morti nel soccorso alle torri

"Un breve editoriale in versi, dunque: è questa la forma e la funzione dei “nonini” di Bruni. Affrontare un argomento di attualità e risolverlo in poche battute, condensando in nove versi di nove sillabe un pensiero che è al tempo stesso un commento. Ci vuole indubbiamente coraggio. Intanto, però, va segnalato che l’esempio di Bruni comincia a fare proseliti. L’idea di dedicare dei versi a un evento di attualità è stata esperita con i versi di Luzi, Giudici, Magrelli ed altri poeti ispirati dalla tragedia delle torri gemelle di New York."(Claudio Giovanardi , idibem)

Possiede diamanti e legname
petrolio metalli e banane
natura con muscoli e denti

eppure la nera signora
di fame e di peste ora grida
sgozzata dai bimbi soldati

son bianche le imprese voraci
che donano mine antiuomo
che c'entrano i grandi globali?

3 agosto 2001: le condizioni
dell’Africa, problema mondiale

Va in fiamme l'Italia, suonate campane
gli incendi dei boschi sono attualità
quest'anno un po' meno cantiamo vittoria

è secco e c'è vento, divampa a scacchiera
stanziateci i fondi non bastano i mezzi
assenti spioni giudizi in vacanza

la mano che attizza spegnendo si ingrassa
l'industria fattura l'azienda non chiude
teniamo famiglia il rogo è un ragù.

9 agosto 2001: gli incendi nei boschi,
una settimana prima del rapporto del Cesis

C'è troppo cemento in Italia?
errore: ce n'è troppo poco
i ponti e le strade d'argilla
palazzi e le scuole di carta

l'impresa risparmia cemento
non usa materie di pregio
arraffa su travi fondanti

condono di case abusive
mazzette su opere pubbliche

7 novembre 2002: crollano edifici e strade fatti con materiali scadenti


Non furto ma merito e esonero
non conta da dove provenga
converte le leggi e i giudizi
trasforma il peccato in virtù

non entra in conflitto ma accresce
potere a chi l'usa in governo
legittima abuso e consente
di farsi i contratti da solo

logora chi non la possiede

primo marzo 2002: approvata la legge
sul conflitto di interessi

 


Chi appoggia le scarpe sui sedili
chi ammorba sboccate sigarette
chi strepita noia di parole

chi odora tessuti di petrolio
stridono elettrici rumori
sparsi i resti e tracce di respiri

rombi di gas e marmitte di pensieri
sensi discinti e ricchezza di rifiuti
chi un libro e cammina lungo i prati.

undici agosto 2001
l'Italia va in vacanza

"La breve sezione conclusiva del volume, Aria di vacanza, è quella più lieve, meno condizionata dal peso degli eventi. Il tono di Bruni si fa più discorsivo, direi più lirico. In questi versi l’ingegno poetico dell’autore si dispiega attraverso l’attrezzatura più tipica del “fabbro” poetante. Si fanno notare alcune immagini ardite, la sinestesia nelle sue varie articolazioni è dominante nel testo intitolato proprio Aria di vacanza. E’ davvero interessante l’accostamento “elettrizzante” tra elementi concreti ed elementi astratti come in tracce di respiri, rombi di gas, marmitte di pensieri, sensi discinti. Molto spesso le piccole collisioni sintattiche che costellano inevitabilmente i testi di Bruni sono rimpiazzate dalla pienezza, direi dalla corposità dei nomi e degli aggettivi che l’autore miscela con grande abilità. Il racconto procede per pennellate dense, per colori assoluti che s’incrociano e generano uno stridore benefico. E’ come se fossimo di fronte ad una costruzione tutta pieni e niente vuoti, in cui regna la giustapposizione più che il collegamento tra le parti." (Claudio Giovanardi , idibem)
 Caino è assolto

Caino era sano o malato?
potrebbe ora dirlo un giudizio
istanze perizie avvocati
sancire era insano di mente
o fu in quel momento incapace?
esiste un savio assassino
capace di lucide stragi?
esterna è la colpa da noi
non siamo più in grado peccare?

trentuno maggio 2002 Richiesta l’infermità per i ragazzi di Novi Ligure

 

Tra tutti i tesori d'Italia
politico settebellezze
non sgorbio presenza sgarbata

lasciata la storia dell'arte
discorsi scurrili ed amanti
presunte e son noto pavone

immagine giusta del polo
da viceministro gorgheggio
mi turbo per far polverone

31 agosto 2001 il sottosegretario Vittorio Sgarbi

 

 

Il figlio dell'usciere

Con otto e nove in tutte le materie
batteva gli altri il figlio dell'usciere
nel classico liceo la dura selezione

che apriva facoltà e poi la professione
ma venne il 68 e lo studio sgretolato
vietato è imparare, i voti chi li piglia?

titoli e conoscenze son quelli di famiglia
la classe dirigente che sappia speculare!
il figlio dell'usciere finì con l'invecchiare

otto settembre 2001
comincia l’anno scolastico