| Canzone di
apertura
(Avvertenza
per il lettore)
Mi svelo ma in animo nuda
degli occhi tuoi ciechi di maschio
reprimi quel lampo rapace
che muove dal sesso la febbre
per render feconda la specie
quel gesto d’amore è crudele
se ignora che dentro il mio ventre
le gole di donna son canto
contemplale e dona rispetto
Ogni
donna custodisce nel profondo della memoria un vissuto del corpo
significativo della sua identità. Quel pensiero è in lei
presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell’animo, ma può verificarsi
che decida di svelarsi, se ad ascoltare c’è un poeta.
Nasce così “Mi svelo ma in animo nuda”.
L’autore ha raccolto quello che di intimo donne di ogni età
gli
hanno confidato in un'intervista. Nel corso di dieci anni di
ricerca e di colloqui, ha ammirato la bellezza di tante confessioni e le ha trasposte
in versi sforzandosi di non alterarne l’autenticità.
Il
poema è articolato in novanta racconti di novanta versi novenari,
divisi
in nove capitoli denominati cori. Ogni coro contiene
dieci storie, è aperto da una anticipazione di tre
versi, introdotto da una canzone in senari che guida
nel tema e concluso da un’epigrafe che ne esprime il senso finale. L’opera è paragonabile
ad un labirinto femminile a cui si può accedere
da punti diversi, tanti quante sono le vicende che raccoglie.
Si può entrare nel dedalo dall’inizio seguendo lo svolgersi
di cori, canzoni, racconti ed epigrafi oppure
scegliere a caso una qualsiasi delle storie. |
| Perché un poema sulle
donne
Cominciai
quasi per caso agli inizi degli anni novanta a raccogliere
confidenze di donne sulla loro vita intima. Mia moglie mi
spronò a farne un lavoro ampio, privo di inibizioni. I colloqui
divennero interviste: occorrevano circa quattro ore per completare
un racconto dalla voce della protagonista e scriverlo direttamente
in versi. Nell'arco di dieci anni ho intervistato circa centoventi
donne, persone normali, di tutte le età.
Novanta
di queste storie costituiscono il poema, pensato come opera
letteraria, poi divenuto testo per interpretazioni teatrali;
quaranta attrici, tra i nomi migliori dello spettacolo italiano,
hanno adottato e dato voce ad una delle donne, vere ma anonime,
del poema. |