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acquarello di Liuba Novozhilova

 

Gli angeli galanti

Rubavano gli angeli i doni
le culle le bambole i cerchi
da tutte le case più ricche
svuotavano i piatti imbanditi
da scrigni svanite le gioie
perché questi furti leggiadri?
volavano in cerca di mamme
dal seno rigonfio di latte
esposte di sé in melograno
in strada alla fonte nel letto
galanti porgevano omaggio
con un ritornello all'orecchio:

“la donna che doppia il suo corpo
in grazia rinnova bellezza
risplende d'eterno sorriso "

con ali lustravano grotte
festoni broccati intrecciando
chiamavano al bimbo i fratelli
cometa tirava col manto
l'ardore di mille sorelle
in strascico un coro di lodi
in festa si accese la notte
non fu sortilegio né inganno
ma evento prodigio divino
destati quegli uomini in barba
offrivano pelli lanose
cestelli di pane e ricotta
e come incantate silenti
le bestie dintorno fedeli
innocue nei denti e in artigli

ignudo li accolse il bambino
la pelle scaldata dal freddo
materna la nenia intonava:
"attendo il calore di un cenno
quel senso d'amore che è istinto
in ogni capanna fa luce".

Natale 1996