Il
califfo
D'intorno
al cortile si alzava
il coro dei servi in preghiera
un rito serale sommesso
riempiva
la reggia nel buio
si udiva fin sulla torretta
dove era il re magio a vegliare
i
fogli eran fitti di tesi
di dubbi di calcoli e intrighi
ripresi dai libri più antichi
la
cabala dava presagio
l’evento mistero ma dove?
per anni lo aveva indagato
non
feste banchetti né donne
austeri il signore e la corte
ignari di giochi infantili
la
vita era intorno a quei testi
ricerca di scienza e speranza
intùito ma senza una guida
scrutava
la notte in finestra
scomparsa la falce di luna
da trifora entrò la cometa
conferma
alla sua profezia
“si svegli l’intero palazzo!
sian pronti i cammelli e le sporte!”
notturno
il cammino al segnale
il gruppo raggiunse altri magi
discussero meta e richiamo
quell’astro
sostò sulla grotta
offriva il sovrano il suo dono
calvizie e la barba inchinando
lo
studio degli anni da solo
pretesa spiegare il prodigio
svanì come incenso in profumo
il
bimbo quel nudo germoglio
nascendo tra i semplici e i muti
firmava in vagito la storia.
Natale
1998