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acquarello di Liuba Novozhilova

 

Il semaforo

E' pieno di suoni l’albergo
quell’uomo è stanco del viaggio
la polvere addosso ingrigisce

qual è il mio nome? si chiede
solo ossa qui sotto il mantello
gli viene la nausea degli anni

trascorsi a girare nel mondo
discorsi palazzi e incontri
le pagine scritte per gli altri

aveva narrato gli odori
di gente affannata e di urla
colori lussuosi e la pelle

la voce e l’interno di donna
di tutto intuisce la fine
superbia progetti e menzogne

si muove tra strade del borgo
trambusto di gente affannata
e vede passare una coppia

la donna col grembo evidente
più vecchio emaciato il compagno
in cerca di un posto immigrati

lui pensa a intervista una storia
da dare al giornale in attesa ma
dai poveri quale notizia ?

l’angoscia rappresa in torpore
decide di chiudersi al cinema
in cerca di un’ora di inganno

quando esce fa scuro negli occhi
semaforo impone una sosta
in tasca si conta la vita

un secolo chiude e domani
un altro reclama speranza
son ricco ma un figlio mi manca

perché non ricerco la coppia?
io posso comprare quel bimbo!
d’intorno aumenta il frastuono

domanda pagando trovarli
la folla inghiotte i richiami
appannano il cielo le insegne

lontano si accende una stella:
laddove finisce il tumulto
su paglia è nato il bambino.

Natale 2000