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L'esodo
Migliaia
sfilavano affranti
fuggivano assalti feroci
pesanti di stolti fardelli
ma senza cadenza la marcia
frusciata
di affanni e paura
dell’esodo oscura la meta
il buio accresceva minaccia
di un tratto brillò la cometa
fornendo indirizzo alle turbe
le strade sboccarono insieme
attorno a una tenda di paglia
la valle era immensa e gremita
su stracci splendeva il neonato
vagito emozione agli astanti
ma come donargli qualcosa ?
la fame era tanta tra i tanti
sfondati i calzari e le borse
offrire potevano piaghe
a
un cenno del bimbo dal cielo
di arcangeli flauti e campane
discesero in suono legioni
il latte da angelici seni
ad ogni persona assetata
calore da abbraccio delle ali
donavano penne e quaderni
poi libri e strumenti di orchestra
parola saziava l'attesa
da peste miseria oppressione
scampata smarrendo equilibrio
la folla fu eletta in sapienza
rinacque speranza tra i soli
cantando alleluia al bambino
offerta incarnata in missione
lontane metropoli accese
ubriache ingannavano festa
l'evento ignorando distratte.
Natale
1997
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