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acquarello di Liuba Novozhilova

 

Mogadiscio

Crollavano case luci capanne
tritata la strada dal cingolato

battevano i denti della moretta
nascosta dietro un giardino bruciato

si era spezzato già vedova il sogno
soffriva in dolore un parto mancato

aveva fame guardava i soldati
rubava solo un giornale illustrato

sfuggiva alla folla in caccia di sangue
gemeva nel corpo suo lapidato

entrò nella stalla priva di bestie
amara la bocca di cioccolato

dove era freddo si accese la paglia
e come luce dal ventre piagato

vagiva un canto d'amore aramaico
diceva “prendimi mamma son nato”

le braccia sterpi nutrite di stenti
pelle su scheletro appena formato

poi giunsero auguri su cartoline
trasmisero il mondo fotografato

in tanti dissero vogliamo amare
mandarono tutti un sasso argentato

e la Somalia divenne cometa
Natale di notte fu illuminato.

Natale 1992