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UnoMattina

 

Consumando mi consumo

INDICE
Lacrime per una banca
Le bollette non finiscono mai
Scontrino fiscale
Raggirato
Fine della spesa
Ha sempre ragione chi vende
Saldi emergenti
Mercatino dell’usato
Ipermercato
Denaro è zero
Falsaria illusione
Un vero soldo falso
Il conto torna?
Mi gratifica il gratuito
La carne di identità
Possiedo un Picasso?
La spiaggia è un'impresa
Bollini in collana

Lacrime per una banca
Il conto è corrente
aperto costante
bollette e ristorni
bonifici e assegni
dispongo efficiente
e penso non costi
ma arriva la busta
controllo l’estratto
ad ogni mia mossa
la banca tintinna
le spese sue conta
le voci son tante
con date scadenti
assommo il salasso
a leggere il saldo
mi sento commosso

Le bollette non finiscono mai
Arrivano in busta
e gonfiano buca
il codice a barre
ti segna l’importo
la data è scaduta
e tu corri in banca
ti mandano in posta
non bastano i soldi
se paghi la luce
ti tagliano il gas
telefono è muto
ma quanto mi costi?
tariffa stracciata!
ai conti c’e l’oste
il mese è finito
in tasca c’è il rosso
Scontrino fiscale
Ho fatto la spesa
mi sono svuotato
contanti alla mano
non danno quietanza
rifaccio la somma
che non mi ritorna
è giusto quel peso?
ma quanto ho pagato?
e dove l’ho preso?
è guasta la merce?
protesto al negozio
non ho ricevuta
non c’è garanzia
il prezzo più iva?
mi scontro al ricordo
nell’estratto conto
riscontro l’affronto
se manca scontrino
ingoio il mio danno
Raggirato

La voce è suadente e sicura
il volto mi è un po’ famigliare
parente di chi mi conosce?
mi induce ascoltare tranquillo

propone un insolito affare
son stanco confuso ed incerto
qualcuno mi arriva in aiuto?
mi sembra geniale occasione
tentiamo e gli affido il mio sogno

Fine della spesa

Cartelli etichette una selva
al chilo a cestino o mazzetto
con l’osso a fettine o pacchetto
scadenza di offerta o di merce?
con l’occhio pregusto ed annuso
dettaglio od ingrosso e poi butto
costosa è la dieta o l’abbuffo?
bilancia che arrossa la tasca
emette sentenza imprevista


Ha sempre ragione chi vende

Ti incarto tre volte il prosciutto
l’importo è cambiato in bilancia
la somma non torna distratto
il farmaco ha un costo aggiornato
nel saldo c’è un buco nascosto
in quattro vetrine sei prezzi
finito scontrino fiscale
ti scrivo a matita “più iva”
tu passi e non ti conosco

 

Saldi emergenti

Munifico e buono il negozio
fa sconto dimezza regala
lampeggia in offerta allettante
se prima era caro ora svende
passata e gabbata stagione
è l’ora dei furbi acquirenti
trionfano i fondi restanti
diventano pregio i difetti
i saldi rinsaldano i soldi

 

Ipermercato

Mostruoso sonoro e smagliante
ondeggia l’enorme posteggio
la gente fa ressa festante
si imbuca in scenari posticci

balletto di forme e modelli
si estende conviene è incalzante
la scelta sommerge i carrelli

si paga con codice a barre
si azzera il tuo conto: è un istante!


Mercatino dell’usato


Tra i banchi scompiglio di cose
ciarpame frammisto ai rimpianti
chi cerca l’affare e chi storia
bisogna guardare pazienti
trattare sui prezzi e sui segni

l’offerta ti lascia stupito
rivedi gli oggetti di nonna
e quel che hai gettato è pregiato
l’usato si incrocia coi sogni


Denaro è zero

Non puzza se sporca le mani
fa tanto spettacolo vincerlo
al lotto o con trucchi o risposte

anonimo suda e risparmia
la tele intervista chi truffa

il povero conta monete
il ricco controlla le somme
chi gode i suoi zeri sul conto
chi soffre lo zero suo in tasca


Falsaria illusione


Biglietto di banca falsato
l’assegno è scoperto o rubato
clonata la carta di credito
cambiale è promessa in protesto
il bancomat viene spiato

sui soldi c’è un’arte furfante
richiede inventiva e maestria
fa piangere chi la riceve
l’imbroglio ha poi vita breve

Un vero soldo falso

Non fila la sua filigrana
opaco traspare spessore
tranello in luce nascosto
al tatto è sorda la carta
non guizza la linea d’argento
sbiadito il colore del soldo
non ha né profumo né puzza
il dubbio che intasco arrovella
se spaccio allo spaccio pasticcio
Il conto torna?

Il prezzo da euro converto
chi vende non si converte
a mente ricalcolo in lire
il conto non si fa smentire
mercato non bada agli spicci
non pago e diventano impicci
il dollaro è debole e esporta
è forte il petrolio ed importa
stipendio è già fuori la porta

Mi gratifica il gratuito
Buongiorno! ed il sole è bolletta
che aumenta e la paga è la stessa

rammendo restringo rinuncio
i lussi li guardo alla tele
illudono vincite al lotto
ma in casa ogni giorno è una lotta

sorrido e mi aiuta speranza
qualcosa col tempo si aggiusta
in prestito un libro ed aspetto

Possiedo un Picasso?

In casa ho un oggetto che è raro
proviene da storia intricata
suppongo che valga un tesoro

se vendo sperando in quattrini
potrei il mio tenore addrizzare
ma mettermi in mano a chi compra?

mi basta saper che è prezioso
lo tengo con cura ed orgoglio
mi rende già ricco il mostrarlo

La cravatta

Tra tante nell’harem di legno
è lei prediletta del giorno
concede a carezza di dita
la serica pelle del dorso
si avvolge e lusinga la gola
minaccia una stretta insidiosa
discreta attraente e sfacciata
da schiava preziosa al padrone
riflette il suo vano mostrarsi


La carne d’identità
E’ diva di moda
un pezzo firmato
con taglio pregiato
esposta in vetrina
con nome etichetta
se bela o muggisce
nitrisce o grugnisce
oppure starnazza
di nobile stirpe
natali e casato
nostrana o straniera
con lasciapassare
diventa più cara?
è buona la scusa

obbligo della provenienza delle carni
La spiaggia è un’impresa

E’ lunga la striscia di sabbia
scacchiera di ombrelli e di chioschi
industria di ore all’aperto
in metri studiati e recinti
produce ritagli di sole
che fruttano ingressi e tariffe
concentra chi aspira ad esporsi
fornisce bevande e confronti
con gli altoparlanti stordisce