| La
banda
Noi
siamo la banda di ottoni
che riempie di note la strada
ci
piace suonare all’aperto
mischiarci col vento e i rumori
con mani di gente che applaude
il
passo lo danno i tamburi
in linea respirano i flauti
tintinnano i vetri alle trombe
allargano folla i tromboni
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Il
canto delle olivare
Se fosse corona la cesta
e perle pregiate le olive
sarei una regina in campagna
scortata dai miei cavalieri
sorreggi
mio collo quel peso
sudata è la strada al tramonto
combattono
i piedi coi sassi
sapranno ballare alla festa
ristretti in scarpe da sposa?
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L’
organo di Valle
C’è
solo una musica è il vento
che spiffera in case e tra gole
i vetri tintinna e i camini
ma
tace quell’organo antico
nel borgo di undici anime
son cento le canne è un’orchestra
arriva
organista e un concerto
cometa è venuta a ascoltarlo
si popola il nostro presepe
Nella
chiesa di Valle, un paese di montagna, si attende un concertista
per un antico organo
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Quanto
t’amo Sanremo!
Papaveri e non rose rosse
con te partirò mia canzone
trasmessi in riviera
ed in mondovisione
voliamo nel blu
anche se piove piove
su bianca colomba
come edera avvinti
al vecchio scarpone
che non ha l’età
ma giunta mezzanotte
tacciono le voci
dolce vita che te ne vai
un giorno forse un anno
come prima
amore ritorna e grazie dei fior
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Richiesta
a Sanremo
Mandatemi
fiori
ma attendo canzoni
poesie con le note
nei ritmi più vari
urlate o in sussurro
che restino in mente
vicende d’amore
o tristi destini
ad ogni motivo
mi torna emozione
ricerco la rima
la voglio cantare
nel festival tuffo
sospiri e illusioni
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Il
coro di Longarone
Ripetono
suoni le Alpi
del Veneto dolce l’accento
che è sempre canzone nei toni
più forte tra penne di alpini
un flauto diventa tra i bimbi
che
coro! una schiera di cento
più chiare dell’aria le voci
sommerse da diga in boato
ma cantano ancora tra noi
Si
cerca il disco del coro di cento bambini di Longarone, tutti
morti nel disastro della diga del Vajont il 9 ottobre 1963.
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Il
corteo storico
In
piazza si stringe la folla
ondeggio di teste e cappelli
un brivido rulla tra voci
tamburi che vibrano vetri
competono trombe e campane
mantelli alabarde cavalli
s’innalzano al ritmo di marcia
bandiere ed insegne a narrare
gli antichi rivali dei borghi
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La
favola è voce
Chi
è che colora la favola
di principi draghi e bambini?
la
voce di nonna che cambia
vicenda se non la ricorda
il bimbo corregge ed insiste
attende che storia continui
la vuole ripetere in sonno
riempie
il suo mondo che cresce
parola che vita accompagna
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Un
motivetto in testa
E’
fragile amata canzone
di poche e semplici note
parole che tornano in rima
eppure
il motivo riempie
in danza interiore trascina
canzone
ravviva memoria
vicenda di età e di persona
riporta a momenti di affetto
al dirsi negli occhi emozione
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