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Indice
Storia di una zucchina
L' irrequieto fagiolino
Mi chiamano patata
Danza del carciofo
Peperone vanitoso
Carota assennata
Variazioni del sedano
Cipolla si svela
Liquore del finocchio
Tinta melanzana
Smalto del peperoncino
Scontroso è l’aglio
Sensualità degli asparagi
Carriera del pomodoro
Verde piselli
Fugacità del fungo
Ortaggi famigliari
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Sto
zitta e mi manca il sapore
zitella in famiglia dell’orto
mi allineo alle smilze sorelle
ci strappa screanzato il villano
ma quando io arrivo sul banco
regina in borsa quotata
mi pagano a prezzo dell’oro
il fiore mio giallo e pomposo
se fritto val più di una rosa
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L’irrequieto
fagiolino
Arguto
di linea il baccello
è come un accento elegante
si arcua affilato alle punte
non muscoli il corpo immaturo
precede l’austero fagiolo
cornetto di ironico augurio
nel piatto non ha disciplina
saltella si affolla si appella
contorno a più forti sapori
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Mi
chiamano...patata!
Pesante
sformata ed oziosa
più brutta tra i figli del campo
mi tengono al buio nascosta
da cruda nessuno mi gusta
ma quando avvicino i fornelli
in moglie mi vogliono tutti
a mille cotture disposta
riserva preziosa ma attenti!
nei bianchi germogli avveleno
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La
danza del carciofo
Nell'orto mi innalzo superbo
nei muscoli gonfio il torace
le fronde che braccia protese!
i petali sfoglio e mi spoglio
rivelo cangiare di tinte
dal verde al violetto alchimia
denudo il mio cuore salubre
oggetto di culto sott'olio
se fritto solista su scena
divento attrazione per cena
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Carota
assennata
Ho un ciuffo svettante alla luce
nutriente eppure è scartato
segnala presenza sommersa
mi infilo nel suolo diritta
assaggio curiosa la terra
ne assimilo sali e sostanze
che allegra coloro di estate
croccante e salubre saggezza
asciutta ma densa di succo
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Variazioni
del sedano
Selvaggio sviluppa sull’acqua
radice protende le foglie
in costole stringe l’abbraccio
sepolcri adornava in antico e
la fronte di atleti in vittoria
potente di ferro e di aromi
è meglio affrontarlo in minestra
ammalia il profumo che espande
ortaggi più aspri addolcisce
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Tinta
melanzana
Induce al sospetto il colore
non tira appetiti animali
lo sdegnano funghi e organismi
quel viola che parte dal bianco
appena lambito dal verde
ha fianchi abbondanti ma sani
è morbido al tatto ed ai denti
riempie padelle e banchetti
i grassi combatte nell’uomo
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Liquore
del finocchio
Inganna la verde barbetta
coriacea è la tozza natura
rivale dei denti in biancore
croccante ricerca di gusto
soddisfa le diete e appetiti
latente in ortaggio l’essenza
in stella di semi è riposta
di anice inebria l’aroma
affina nell’occhio la luce
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Peperone
vanitoso
Guardate i colori che espongo
su buccia smagliante e pulita
dal verde poi al giallo tramuto
in rosso scottante e maturo
diletto del grande pittore
nessuno riesce a copiarmi
più bello di tinte in natura
mantengo vivace l’ardore
persino spellato in frittura
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Sensualità
degli asparagi
Watussi di guardia nell’orto
e fieri di efebica forza
di notte innalziamo statura
ricciuti ed albini o olivastri
uniti in marziale manipolo
selvatici odore svegliamo
le cuoche son cotte di noi
costosi connubi nel forno
sublime è l’amore in risotto
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Smalto
del peperoncino
Su pianta fa invidia al corallo
persino di notte è smagliante
raccolto in allegra collana
la breve stagione oltrepassa
in polvere rossa tradotto
conserva in sapore alimenti
pericolo agli occhi ed al tatto
incendia gustoso la bocca
protegge i sentieri del corpo
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Carriera
del pomodoro
Emigra da America antica
cresciuto tra poveri piatti
amante di pizza e di pasta
ha fatto fortuna in Italia
spargendo i suoi figli in ricette
da solo dà il meglio di sé
spremuto primeggia in bevanda
col pane è amico del cuore
allunga la vita in conserva
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Verde
piselli
Si inerpica dolce la pianta
arrampica avvolge di spire
in tenue flessuoso baccello
nasconde pudica i suoi semi
rotondi gioielli in collana
mantengono attesa in dispensa
lucenti di nuovo in scodella
gorgheggiano in gola i singhiozzi
colore riposa la vista
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Ortaggi
famigliari
In fila i barattoli lindi
di nuovo in servizio in dispensa
attendono ospiti caldi
i pezzi pregiati dell’orto
stagione prolunga i suoi doni
sposati all’olio o all’aceto
seguendo ricetta dei nonni
cucina è una fabbrica interna
conserva i ricordi in famiglia
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Scontroso
è l’aglio
Simmetrico il bulbo un po’ arcigno
scoraggia a sfogliare radice
nel cuore lo spicchio è di smalto
emana in difesa un alone
che a mille richieste si presta
essenza pungente e tenace
riattiva l’interno equilibrio
a monito lascia l’effluvio
permette gustare l’aroma
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Fugacità
del fungo
La favola sono del bosco
appaio improvviso e notturno
ardito bizzarro e svariato
in forme lussuose e intriganti
mi piace sfoggiare in penombra
infidi colori ammalianti
attiro chi cerca imprevisti
eppure son semplice muffa
bellezza contiene perfidia
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Cipolla
si svela
La tunica vesto
in diversi colori
se rossa mi offro
a donare dolcezza
in piccanti insalate
con l’abito bianco
mi sposo ai fagioli
in pungente festino
ramata accompagno
gli arrosti e mi tuffo
in zuppa e nel sugo
dorata divento
regina in frittura
e cruda col pane
do forza a un guerriero
ma se tu mi sfogli
ti provoco ardita
a un pianto d’amore
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