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UnoMattina

Manuale
dell'argentea allegria

Un piccolo manuale in versi per vivere serenamente la terza età

 

indice:
Anticipo la pensione
Sgobbare ma senza il collare
La passione del passatempo
L'atleta che ha tempo
Lo strappo
Ballando
Amore stagionato
Riaffiora
Due volti dopo il mio
Da singolo vivo non solo
Mi accompagno da solo
In corsa il cervello
Di nuovo vestito
Comincio dagli antipodi
Ho voglia di ascoltarti
Amore della memoria
Longevità femminile
Cinquantanove insieme
Cento di questi anni

Anticipo la pensione?

Traguardo arriva la soglia
sberleffo ai miei capi e agli orari
le ferie continue ogni giorno
ricalcolo gli anni e gli importi
mi sorge il timore del blocco
che taglino rendita e scatti
ripenso: son pieno di forze
non posso fermarmi al mattino
la mia giovinezza prolungo

Sgobbare ma senza il collare

Rivincita torno al lavoro
non è un impiego ma impegno
più libero salgo di tono
mi invento in un ruolo diverso
il meglio di me esibisco
sicura esperienza mi vanto
le forze son sempre le stesse
ancora hanno un senso le ferie
ma forse domani io scappo

La passione del passatempo

Mi applico e mente arrovello
invento ma senza controlli
non cerco guadagno ma impegno
se sbaglio riprendo con calma
davanti ho il tempo che voglio
realizzo qualcosa e impazzisco
scateno l’interna passione
non ho più ritegno alla prova
mi vanto e le lodi pretendo

L’atleta che ha tempo

La mossa pur lenta ha un piglio
mi allungo tentando la grazia
ma guai se mi fermo e sbadiglio
l’impegno sorride al respiro
se accelero troppo mi impiglio
è sforzo ma un tempo era gioco
se torna il dolore non strillo
mi muovo ed il corpo ringrazia
arrivo al bersaglio tranquillo
Lo strappo

Da sempre a regime costretto
il sabato almeno mi tuffo
il mare è lontano non posso
cucina e fornelli mi butto
invito due amici golosi
al diavolo tutti i consigli
che tacciano il medico e i figli
i giovani restino a dieta
anziano? mi godo la cena!
Ballando

Il tango mi ha aperto la strada
recupero giovane età
quel sogno esibirmi modella
dai tempi severi repressa
bellezza nascosta e umiliata
rivelo a ottant’anni il mio corpo
il ballo gli amici le feste
l’amore mi sposo e gioisco
è lunga la vita ed è grazia

Amore stagionato

Conosco il tuo corpo e la storia
le lunghe stagioni e le attese
distacchi attrazioni conquiste
costanza in respiro notturno
i doni reciproci e i vuoti
baciare le tue cicatrici
l’usura e il trovarsi dei gesti
scoprire l’odore di brace
gioiosa si scalda la mano

Riaffiora

Esprime l’attesa il tuo bacio
ricerca del mio desiderio
segnale del tuo che riaffiora
si svela profondo a te stessa
svanito sembrava nel tempo
del solito andare tra cose
scintilla a tranello su pelle
da occhiata e da tocco casuale
per dire a te stessa: ci sono!

Due volti dopo il mio

Si muove e qualcosa ricorda
di noi nell’insieme famiglia
i tratti del corpo la voce
mi illudo non è che somiglia
son io che ricerco la corda
scavalchi il futuro in mio nome
è questo che ambisco? o soltanto
amare in dolcezza e distanza
donargli un sorriso più a lungo

Da singolo vivo non solo

Mi invento ogni giorno qualcosa
per dare motivo al sorriso
agli altri ma anche a me stesso
son tante le cose da fare
ma anche da stare a osservare
talvolta ripenso al passato
ma il nuovo vuol dire entusiasmo
ed io mi ci butto e discuto
riesco anche a dare una mano

Mi accompagno da solo

La vita da singolo è impegno
ne faccio ragione e mi adatto
mi invento una compagnia
piacente ed in giovane età
la stessa che ho dentro e accarezzo
la voce è già amata o sperata
talvolta discuto e mi scuso
insieme ridiamo alla sera
che dolce saluto al mattino

In corsa il cervello

Finché lui mi abita in testa
cervello mio deve obbedirmi
sforzarsi adattarsi imparare
non voglio finire impigrito
io devo inseguire un progetto
su quello che amo più fare
ed essere attivo ogni giorno
mi danno del matto se agisco?
evviva la sana follia!

 
Di nuovo vestito

Non devo più andare al lavoro
non ho le esigenze di ruolo
son libero oggi da forme?
mi guardo allo specchio ed orrore
appare un barbone appassito
persona che vive in disuso?
schiaffeggio pigrizia e mi agghindo
ma come a un incontro d’amore
e prima di uscire sorrido

 
Comincio dagli antipodi

Ho il sogno di un posto lontano
l’Australia ma quanti cugini!
se parto da solo coraggio
mi alleno in corriera ed in treno
controllo i risparmi e le carte
e via a cambiare stagione
tre mesi (ora sono in pensione!)
l’inglese mi azzardo a parlare
riesco? mi importa viaggiare!

Ho voglia di ascoltarti

Non è la paura del dopo
o l’esser vicini alla meta
l’asprezza o dolcezza degli anni o
subire il brusio dei ricordi
ma ora si ha orecchie al silenzio
la schiena accarezza la notte
mistero diventa compagno
comincio a parlarti da solo
ritorna quel canto d’infanzia

Amore della memoria

Pellicola lucida scorre
riporta negli occhi quei fatti
lontani ma tanto negli anni
perché non ricordo il recente?
gli acciacchi la fiacca e lo stare
disparte nel solo guardare
inutili ore al registro
rifiuto specchiarmi nell’oggi
memoria ama giovane età

Longevità femminile

Se l’uomo che ha i muscoli duri
ma sperpera forze e riserve
ignora il suo corpo e ne abusa

la donna che cambia ogni giorno
soffrendo negli organi interni
il massimo dono produce
subisce si adatta e fatica
ma dolce nei tratti di pelle
rispetta e conserva il suo interno

Cinquantanove insieme

Mezz’ora sul tram per parlare
scorreva città nel silenzio
allora che rari i motori!
cantavano i poveri in strada
la corsa finiva sui prati
due caldi supplì da mangiare
di nuovo in binario il ritorno
in regola sempre il biglietto
due posti affiancati ben stretti
Cento di questi anni

L’augurio li ha colti nel segno
stupore superstiti a tutti
ricordano poco dell’oggi
sequenza confusa e intricata
lo sguardo rimanda lontano
e lucida appare memoria
reperti preziosi e precisi
del verde nei muscoli e attese
accolgono in festa i ragazzi