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UnoMattina



Un volto una storia
indice
Quel bacio ripreso in tv
Ho perso i miei sogni
Le custodi della baionetta
La mia misura è rara
Cacciati dall'Istria
Il mio amico Enzo
Le ali a rotelle
La bambola Simona
Il bisnonno garibaldino
Il marito della vicina

E' scappato il terno
La trincea e l'ascensore
Cerco quella bambina
Il mio vecchio giocattolo
Volare con le frecce
La foto spezzata
Amicizia di lungo corso
La stazione della speranza
Mario e Paperone
E' arrivata la Befana


 

 

Quel bacio ripreso in tv

Non era freddo quel giorno
il parco di San Valentino
donava profumi d’inverno

in piedi quel bacio nel viale
un cane stringeva di salti
studenti impacciati ma ardenti
ripresi da un occhio nascosto

l’abbraccio d’amore ora è figlia
la storia su tele è la nostra

novembre 2003Da fidanzati erano stati ripresi casualmente da una telecamera e trasmessi in tivù mentre si baciavano al Parco del Valentino. Oggi, genitori di una bambina, chiedono di rivedere quella scena.

Ho perso i miei sogni

Mi sveglio ed è come ieri
spariti la notte e il dormire
e insieme gli inconsci pensieri
stranezze paure piaceri
uniti a fantastici azzardi

non sogno più? o non lo ricordo?

io voglio tornare in me stessa
sentirmi più libera e nuda
tracciare invenzioni notturne


novembre 2003 una signora lamenta di dormire poco e di non sognare più

Le custodi della baionetta

Son già sessant’anni passati
rivedo me stesso ragazzo
dimesse uniforme e caserma
in cerca di strada riparo in
due volti sorelle una casa
e là lascio la mia baionetta

son vivi quegli angeli? il loro
coraggio di accogliermi in pace
scintilla in quel ferro lontano


Michele vorrebbe ritrovare due sorelle che lo rifocillarono in fuga dopo l’8 settembre 1943. Lasciò loro la sua baionetta con la promessa di tenerla sempre lucida.


La mia misura è rara

Tra tutte detengo il primato
ho il piede più piccolo e tenero
che agile salta ed oscilla
esegue i più esotici balli
con ritmi svelti e incrociati

chi è che mi trova scarpine
inutili ad ogni altra donna
di raso camoscio o cristallo
che in grazia assecondino i passi?

febbraio 2004 Carmen ha la misura 33 di piede e non trova scarpe da donna eleganti e con il tacco perché le piace andare a ballare

Cacciati dall’Istria


L’Adriatico ha perso colore
si è stinto il suo abbraccio stanotte
son esule e non ho fantasia
del porto di arrivo e di inizio

canzoni le piazze e le tombe
il dolce dialetto proibito
ricordi attrappiti sui panni

ferita è la porta di casa
la terra lasciata al mio mare

febbraio 2004 Pierluigi vuol riveder il filmato dello sbarco della sua famiglia cacciata dall’Istria nel 47

Il mio amico Enzo

Più alto il cancello del muro
talvolta un rumore da fuori
infanzia isolata tra adulti

la vasca coi pesci era muta
non c’erano radio e tivù
ma solo il mio amico un bambino

giocare con niente un incanto
il sogno era uscire in città
da liberi il mondo guardare

Orfano dopo la guerra, Claudio viveva tra un collegio e la casa con giardino di uno zio prete a Roma. Aveva un solo amico, un bambino vicino di casa

Le ali a rotelle

Attaccano note in cervello
la pista mi invita e mi sfida
inarco le braccia di cigno
mi frusciano ali su spalle
il salto è uno sprizzo di gioia
si allunga la gamba nel tuffo
in curve trapezi e sgambetti
disegno figure emozioni
ho piedi farfalle su ruote


febbraio 2004 Giorgia ,11 anni, pattina a rotelle da quando ne aveva quattro.
Chiede una pista al chiuso per potersi allenare a Terni dove abita.

La bambola Simona

Aveva le ciglia truccate
la minigonna arancione
in testa il bagliore dell’oro

diversa dalla mia infanzia
costretta dai tempi severi
proibiti persino i fumetti

vorrei ritrovare quel gioco
segreto di crescere donna
tra seta bellezza e stupore

gennaio 2004Laura, quarantasette anni, riceveva in regalo solo libri, vuol ritrovare la sua unica bambola donatale da uno zio

Il garibaldino

Lo immagino ardito e pensoso
ritratto col volto in profilo
indossa una larga camicia
non vedo il colore ma è rossa

è giovane eppure è bisnonno
il mio di lui cerco notizie
le imprese uno scritto o un’idea

io spero di avere i suoi occhi
far vivere il suo entusiasmo

Una signora cerca documenti del bisnonno garibaldino impegnato nella Repubblica Romana


Il marito della vicina

Averlo un marito così
che corre a fare la spesa
rincasa e ripara le cose

ma se lui si sbaglia è scenata
subisce la bacia e riprova
se brontola aumenta l’amore
si vanta di lei con gli amici
le porta il giornale ed i fiori

fa invidia a vicina che è sola

gennaio 2004. Una signora si lamenta perché il marito, incaricato di fare la spesa, sbaglia gli acquisti


E’ scappato il terno

Si attende la mano bendata
per trarre la bussola a sorte
ma il bimbo si è perso nel parco
in cerca di giochi e compagni

ritarda estrazione in tivù
in tanti sospirano i numeri

punito il monello costretto
smarrita la foto intervista
che terno giochiamo noi al lotto?

dicembre 2003. Carlo, scelto tra gli orfani dei Martinit per estrarre il lotto in tv, si distrasse, ritardò e fu punito.


La trincea e l’ascensore

Allora si andava all’assalto
balzando su dossi e su rovi
la guerra fu tempo crudele
chi vive ne è ancora straziato

le gambe malferme è l’età
le scale mi bloccano in casa
desidero uscire nel sole
parlare ai ragazzi di pace
narrare il mio secolo in dono

ventitré dicembre 2003 Carlo Orelli nato il 22 dicembre 1894, ricevuto dal Presidente Ciampi in quanto combattente nella prima guerra mondiale, Era bloccato in casa per la mancanza di un ascensore nel suo condominio


Cerco quella bambina

Di lei ho un ricordo confuso
tra polvere e fumo di bombe

ignoro quel nome di bimba
che è donna matura e a me sacra

ci penso e la cerco tra volti
sobbalzo mi inganno e deluso
non perdo speranza non è
una persona che cerco ma il fatto
che impresse a mia vita speranza

dicembre 2003 Calogero salvò una bambina dalle macerie di un bombardamento in Sicilia nel ‘43


Il mio vecchio giocattolo

E’ lui il preferito compagno
nei giochi gli affido i segreti
l’osservo lo muovo e risponde

di legno di latta o di gomma
è privo di astuti circuiti
di immagini video animate

sollecita la mia fantasia
è come lo voglio il suo mondo
perciò lo conservo son io


Volare con le frecce


Scagliatemi in alto con voi
sfidando le nuvole e i tuoni
vi ammiro piloti del suono
le frecce dal fumo a bandiera
campioni italiani del cielo

il volo mio è sempre sognare
un’aquila bruna divento
se allargo le braccia e vi seguo

purtroppo somiglio più a un’oca!

dicembre 2003Carmela chiede di fare un volo con le Frecce Tricolore


La foto spezzata

Metà della foto aggrinzita
rievoca i volti tagliati
quei tratti confusi coi nomi
ma caldi di frasi e risate

la corsa continua su sabbia
ma sacro il posare allo scatto
pellicole rare e costose

chi manca nel gruppo su spiaggia?
ricordo ma intero io cerco


dicembre 2003 Una signora vuol ritrovare l’altra metà di una foto scattata su un a
spiaggia negli anni cinquanta


Amicizia di lungo corso

Sfilava davanti a San Marco
la nave bellezza italiana
orgoglio di noi marinai
un ponte tra terre diverse
il mondo schiudeva a ragazzi

a bordo ogni cosa in comune
la bibita cicca e il fumetto

scommessa trovarsi in futuro
promessa di marinaio?

 

dicembre 2003. Marcello vuol ritrovare due amici del servizio militare in Marina di 45 anni fa


La stazione della speranza

Speranza era solo un foglietto
tracciato con un mozzicone
lanciato da un treno piombato

speranza una nuda stazione
discesa di reduci in ossa
da ignote gelate prigioni

speranza un cercare con foto
ingiallite persone smarrite
speranza quel luogo in campagna

novembre 2003. Nel 1945, nella stazione di Pescantina venivano smistati i reduci dalla prigionia; c’era un folla di parenti con fotografie alla ricerca di notizie dei loro cari. Si propone di creare un museo della speranza


Mario e Paperone

Io Mario non gioco da solo
fedele è lo zio Paperone
divido il mangiare ed il sonno

è morbido ed ha forti colori
sorride e cancella paure
mi specchia ogni cosa che faccio

di un nuovo vestito ha bisogno
non voglio sfiguri tra altri
due amici ma insieme eleganti

dicembre 2003. Mario è un ragazzo down molto legato al suo Paperone in gomma,ormai deteriorato; la mamma ne cerca uno uguale


E’arrivata la Befana?

Stanotte che lunga emozione
ti attendo e ti sogno Befana
sapere che porti un regalo
eppur non ti ho detto che cosa

precedo la sveglia e mi alzo
mi aspetto un pacchetto un po’ strano
mi piace scartarlo dal fiocco
si espande profuma risuona

è il gioco più bello: è sorpresa!