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me io la accolgo
Arriva
cicogna rombante
attendo le ali a motore
che portano in dono una figlia
ignoro i tratti suoi esterni
nel crescerla saprò somigliarle
spalanca
cicogna il vagito
che colmi lo spazio mio interno
a lei a una bimba tra i tanti
affido i miei anni in speranza
Francesca
Bova, di Reggio Calabria, nel 1975 accolse a Linate la figlia
adottiva Kim, una bambina coreana. Una troupe della Rai, diretta
da Leonardo Valente, aveva ripreso l’arrivo.
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Ti
attendo e sei in me
E’
allegro il grembo che ostento
lo notano in sguardi diversi
ma ignorano o cedono il posto
non
sono più sola tra gli altri
racchiudo un futuro negli occhi
il tuo che in me accresce speranza
nei
battiti parli e ti parlo
nei giorni il colloquio mi avvolge
nel sogno indovino il tuo volto
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Cerco
la madre
E’
dolce figura in penombra
avverto che veglia il mio sonno
rimiro con gli occhi socchiusi
quel volto a cui forse somiglio
paura
se non mi accompagna
la ninna che intona e mi culla
assente o lontana o scomparsa
nel
grembo che accoglie e sviluppa
certezza smarrita ricerco
24
dicembre 2003 Carlo cerca la maestra dell’orfanotrofio
che gli fece da madre
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La
prima Eucaristia
Nelle
prime strade da solo
mi pongo domande sul mondo
comincio a fiutare i segreti
di vita natura e dei sensi
mi accosto a scrutare il mistero
di chi ci ha creato in amore
mi dona fiducia e mi nutre
desidero resti compagno
mi abbracci insieme ai miei cari |
Quel
pugile mio padre
Vederlo
che incrocia i guantoni
la forza che ispira è serena
non posso saperlo violento
le
mani velate che tenere
abbracciano cullano e spiegano
rispetto per gli altri è dovere
ammiro
l’atleta e il coraggio
è il padre amoroso dei giochi
che resta compagno nel cuore
Una
ragazza ricorda il padre pugile |
Lettera
alla mamma
Che
sordi quei passi nel fango
marciando diretti nel buio
è zitta natura nel bosco
paura tra rami e cespugli
mi
chiedo perché sono qui?
non cantano intorno gli amici
sorriso
di mia giovinezza
affido ad un pezzo di latta
qualcuno verrà a accarezzarmi
Un
cercatore di funghi nei luoghi della linea gotica, ha trovato
una gavetta con incisa la data del 14 marzo 44, con un saluto
alla madre e un verso di Lorenzo il Magnifico (“Quant’è
bella giovinezza…)
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Il tempo degli sposi
Dicembre
è un regalo nuziale
arance limoni e castagne
il loro profumo accompagna
il nostro festoso corteo
l’amore
non teme la pioggia
né il vento le nuvole o neve
è
calda la nostra promessa
ci avvolge in un’unica trama
riflessa nel sole d’autunno
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Incontro degli sposi
lo sposo
E’ stata lunga la strada
per arrivare fino alla tua soglia
ho atteso il raggio del mattino
per bussare con speranza
la
sposa
ho adornato i miei capelli
con il languore della notte
ho vestito la mia pelle
con il canto di mille usignoli
gli
sposi
pianteremo la tenda lungo il fiume
semineremo i fiori nuziali
sotto i salici fruscianti
e la frutta riderà i nostri volti
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Preghiera degli sposi
la
sposa
Donami Signore
la forza degli occhi
perché nello sguardo del mio sposo
mi abbaglia la tua luce
lo
sposo
Canterò le tue lodi Signore
al ritmo dell’aratro
per fecondare di sudore la nostra strada
gli
sposi insieme
Benedici Signore
la cesta dei nostri corpi intrecciati
e trasformala in albero della tua presenza
insieme riempiremo di frutta
il tuo giardino in terra
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