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  Il filo di lana
Femminili creature
Siracusana

Di sole
sudore
limone
tu odori
è sapore
di terra
vendetta
passione
calore.
Sicilia
m'avvampi
le tempie
ti voglio
abbrancare
lottare
bramare.
Un eros violento
mi svegli
accecato
di occhi carnosi
di sabbie addardate
di morsi ugolati.
Rincorro già scalzo
una voglia fremente:
mi ammalo di luce.
Il filo di lana

Porti in volto
i segni del soffrire
patente incertezza
d'abbandonare
l'isola nota
dove adolescente
hai toccato
il sapore del miele.
Rimediti
sapendo d'amare
qualcosa
che adesso è già ieri
perdendo gli amici
e gli angoli vuoti d'amaro
chiedendo perché
non riuscivi a trovare
quel filo di lana
che ora
disperi di avere.

 

 

 

Due sorelle

Veronica
sete di esistere
sensibile al bello
rincorri con occhi
vibranti di nero
spersi nel mondo
sciolti nel canto
bruciati di amore.

Silvia
sicura proteggi
il foco in famiglia
ti celi agli sguardi
sfuggi al richiamo del ballo
che incendia la vita
e sai tu paziente
ciò che amore
non nega.
Dèlide

L'ombra mellìdua
degli occhi traversi
accenna
il volgere morbido
del viso
e spiega
la soffusa tenerezza
delle labbra càrnule.
Ròvida
un vento africano
nei crespi trìcodi
dai rami di cedro
che òrmano le spalle
senza turbare
l'affusolato d'ambra.
Scendono
nella figura dritta
velluto e trine
curve tenui
di femminile audacia
di delicato ardore.

 


Màliga

Tentazione serpeggia all'orecchio
insidia dura corazza
muro di carta recinto
al segreto patio dell'anima.
Sfuggono odori
al fiero controllo
sotto un sorriso
che mastica il mondo
in bocca di giugno
che ride dei passeri
e cela lo scuro
di pianti infantili
tristezze di casa
ricordi del grigio
sbirciando indecisa
silenzi esaltanti
cori sommessi
sentieri del vero.

Agèvona

Morbido sguardo di passero
riflessa certezza del bello
distesa in linea ondulata
piangendo accentui la luce
di fragile macchia fiorita
protetta dall'ombra del faggio
sfogli capricci insensati
godendo gli umori del verde
sbocciati in piccola valle.
Serlèna

Spalle protese a donare
incrociano sguardi notturni
carezze di luce
riflesso dal fumo del sole
trafitto da pelle
che giovane canta
un seno aperto alla spiaggia
richiama sentieri di mare
vertigine orlata a carezze
esplosa in tuffi dell'anima
che fragile piange
nascosta in un corpo che assale.
Gervèna

Di sguardi adornàti
affetto e silenzio
circondi la veste
attendi sorrisi
arrossisci e trattieni
un gettito caldo
che riempie la stanza
di fiori e tappeti.
Se tocchi il cotone
avverti la seta
ed ogni respiro
diviene velato
di luce zerrìna.


Maria

Negli occhi
anni
attese
certezze d'incontri.
Un respiro lento
brucia
la voglia di gridare
che si quieta
in un mite destino.
Mièta
amarantèa
serenità sola.


Silvana

Accenno felino
di raro colore
immagine ardita
presenti
all'occhio cristallo
decisa a dire
il tuo essere donna
in foto a colori.
Socchiudi
strizzando la bocca
il vuoto del giorno
attese impaurite
di solitudine
voglia e rimpianto
incerta
di amare domani.

 

Marétta

Ad ogni offerta
ti sale l'angoscia
di non conoscere amore
e disperi solitudine
dopo aver abbracciato
insensibilità di carne.
La sera dietro la porta
aspetti il braccio paterno
carezza sicura
odor di vestaglia
lavoro di carte.
Lontano nel tempo
hai sempre undicianni
e cerchi un affetto
ricordo tobànte
dell'uomo che è vita
che è assente e non torna
...
struggito lacèrdo.

Graziella

Dalle labbra accenni
nascoste timidezze
con sguardi segreti
offuschi i sentimenti.
Eppure descrivi
con occhi maròsi
un mondo diritto
un uomo sereno
una vita odorosa.
Di rosa e violetto
ti orni le spalle
e alzando i capelli
sveli la curva
che attende celata
la vita di maggio.

Rossana

Sentendoti entrare
sovranzi d'affetto
di caldo colore
turdóre argentino.
Sembra già tanto
poterti guardare
e attendi carezza
merletto sussurro.
Tra bambole speri
seguendo la luna
un filo un po' strano
che è ieri, domani.

 

A Maria risanata

Ti è tornata
una nota di rosa
nella curva del viso
e morbido il braccio
cerca carezza di vita
tornata speranza
la voce rimbalza sui fiori
dai vetri al campo di calcio
e tiepida la sera
immerge in canale
le ciacole prima di cena;
soffri nei punti
ma ridi il dolore
e accogli l'abbraccio di amici.
Viva Anna dei trentasette

Anna dei trentasette
sospiro turchese
rispecchi laguna
lustrezze merletti.
Riavvolgi lo scialle
cantando la vita
annusi i colori
dispieghi figure.
Con tratto elegante
precedi di un passo
amor giovinetto
sentiero gioioso.

Zia Mari

Voce che indaga tenerezze
curiosa di vita delicata
coro di ricordi
pianto ridente
eppure graffio nel mondo
stile di vita signora.
Nocepesca

Scarlatto poi giallo
bagnato di verde
richiama alla gola
singhiozzo di sete
essenza di sole
offre la polpa
mistero di geni
dolcezza d'agosto
fasciata d'amore
sembianza di gioia.