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IL Fatto Quotidiano monta il caso Bruni
la pagina del fatto
la risposta di Antonio Bruni
la lettera di rettifica a il fatto il 29 luglio, il commento di Tecce ed il mio
la lettera dei colleghi Rai al giornale non pubblicata
i commenti dei lettori pubblicati sul blog di Il fatto
ilfattox1000
la risposta dei Antonio Bruni diffusa via email il 25 luglio 2011

Il 20 luglio  2011 alle 17 Carlo Tecce ( che non conosco) giornalista di Il fatto quotidiano mi chiama sul cellulare e chiede qual è stato il premio più curioso  vinto dalla Rai. Rispondo che dalla Scandinava arrivò un maglione. Prosciutti e salami? Mai . Gli giro per email la relazione sui premi vinti dalla Rai nel 2010.

Il 21 luglio Il fatto quotidiano pubblica in prima pagina un richiamo: Dirigente Rai e poeta del cetriolo. A pag.7 titolo cubitale denuncia: Di tutto di più RAI, un dirigente addetto ai premi,  articolo a 6 colonne e immagine del mio sito personale.

In basso due trafiletti in tono minore: Via Liofredi, la Lega conquista RaiDue  e Report la solidarietà dei telespettatori. Lo spazio riservato al caso Bruni è quattro volte maggiore della notizia del cambio direttori delle reti Rai. L’articolo pubblica ben cinque poesie, due volte Il cetriolo è innocente,  forse non ha riflettuto che non è l'argomento a fare la poesia e a qualificare il poeta e che scrivere poesie non interferisce con i miei doveri professionali. Tecce spara che ho girato 60 paesi confondendo: non io ma i programmi della Rai sono stati inviati in tutto il mondo.  Non sono stato né in Norvegia né in Nuova Caledonia. I premi ricevuti sono stati tutti consegnati agli autori nelle cerimonie annuali. L'articolista  mi mette in bocca dichiarazioni inventate o storpiate e mischiando poesie con i festival, ridicolizza la mia dimensione  professionale e la Rai,   ma non analizza cosa significhi fare promozione internazionale d’immagine dell’azienda attraverso i suoi programmi di qualità.  Tecce non può però negare l’evidenza dei premi e i risultati eccezionali da me raggiunti e arriva al dunque:

Cosa ci guadagna la Rai?” Le targhette e le medaglie hanno un valore simbolico, la pubblicità non ha prezzo”.  Eppure RaiTrade, la società che gestisce il mercato estero, definisce così l’opera mondiale di Bruni: Inutile. I festival valgono zero.
Dove ha preso Tecce questa dichiarazione che non risulta in nessun documento o dichiarazione? RaiTrade è stata sciolta a febbraio 2011 e incorporata nella Direzione Commerciale Rai.
Prosegue: Da anni l’azienda cerca di incentivare il poeta dirigente a risolvere il contratto anticipando la pensione.  Chi gli ha dato questa notizia riservata? Chi aveva espresso il desiderio di incentivarmi a lasciare l’azienda?
Tecce in coda tenta l’ultimo colpo basso citando una poesia che sembra scritta per il Direttore Generale Lorenza Lei, “Una vera signora”.
La poesia era stata pubblicata il 12 maggio sul giornale web L’Indro con didascalia a commento del dibattito tv tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. L’avevo inviata anche al direttore di Il fatto che l’aveva cestinata, come ha sempre fatto con tutti comunicati sui premi vinti dalla Rai.

Il lettore, anche il più sprovveduto, può chiedersi: come mai Il fatto ha dedicato improvvisamente, senza motivo di attualità, tutto questo spazio a Antonio Bruni, passando in secondo piano altre notizie sui media ben più rilevanti ?
L’intento appare chiaro: screditare un dirigente pagato per fare un lavoro definito inutile, che non se ne vuole andare e per giunta scrive poesie contro il suo Direttore Generale. La ripercussione  è immediata: in serata il sito del giornale riporta parecchie  email di lettori con insulti e deprecazioni nei confronti di Bruni. Il mostro è stato sbattuto in prima pagina.
Perché è stato costruito il caso Bruni?  Un’ipotesi maligna (a pensar male si fa peccato – ha detto Andreotti – ma spesso si indovina): non è che Il fatto ha accolto il suggerimento di qualcuno, molto potente e dotato di mezzi di pressione sulla stampa, che ha interesse a liberare il posto di Bruni al più presto? 

 

questa è la lettera dei colleghi Rai al giornale e non pubblicata

Roma 23 luglio 2011    Al Direttore di Il Fatto Quotidiano  Dr. Antonio Padellaro

Da lettori del “Fatto” e soprattutto da colleghi, siamo letteralmente indignati dall’articolo che il giornale ha dedicato al dirigente Rai Antonio Bruni lo scorso 21 luglio.
Non riusciamo a capire come possa essere messa alla gogna una persona per bene come Bruni, che viene additato al contribuente come fosse responsabile di chissà quali sprechi.
Il giornalista usa le parole di Bruni a suo discredito, per ridicolizzarne il ruolo, ma ha facile gioco con un collega che ironizza e scherza su tutto, prima di tutto se stesso.
Si imputa ad Antonio Bruni di essere autore di numerose poesie. Possono non piacere, ma non sono deliri, e non è giusto per questo deridere la sua attività in Rai.
Le cifre riportate dal “Fatto” stanno invece a indicare che il dirigente ha seguito 900 selezioni e ottenuto, col suo impegno,  ben 550 premi internazionali, per programmi, film, inchieste, documentari, che hanno dato lustro alla nostra azienda.  Una percentuale significativa, che dimostra come Bruni abbia saputo puntare sulla “qualità” delle proprie scelte. I nomi dei premiati sono i più prestigiosi, ma non se ne fa cenno.
Questo concetto di “qualità” del prodotto televisivo, così importante per il servizio pubblico, manca totalmente nell’analisi di chi ha scritto l’articolo. Il nostro lavoro non può essere valutato solo per ciò che “incassa”, in termini di ascolto o di pubblicità. Certamente la stessa “Rai Trade”, che non si sa a che livello sia stata interpellata dal giornale, ha ricavato più di un beneficio dalla “visibilità” che Bruni è riuscito a ottenere per le cose migliori prodotte  dalla Rai.
I riconoscimenti che arrivano dai festival, è vero, non sono in denaro, né in oro, né in argento, ma valgono sempre, per i premiati, come uno stimolo a migliorarsi e a competere sul piano della qualità con i programmi televisivi del resto del mondo. Certe volte sono anche il suggello a una carriera oscura ma densa di pregi. In un’azienda dove non capita spesso d’essere considerati per ciò che si vale, Antonio Bruni è stato per molti un punto di riferimento e un’ancora di salvezza.
Se e’ vero che in Rai ci sono sprechi da sanare, Antonio Bruni non e’ uno spreco. Sara’ sanato a breve dall’eta’, che lo fara’ andare in pensione. La Rai rimarra’ allora senza ufficio premi internazionali e non ne sentira’ la mancanza per un unico vero motivo: che ha sempre meno prodotti di eccellenza da mandare ai festival.
Non si producono piu’ documentari, reportages, inchieste che abbiano interesse internazionale, si acquistano, ecco perche’ non c’e’ bisogno di un ufficio come quello di Bruni che per 17 anni ha creduto di poter mostrare il meglio della produzione Rai nel mondo. Se una colpa ha, il poeta dell’aria condizionata e della donna a figura intera, e’ di essere stato un aziendalista, uno che ha creduto nella Rai come crede nella leggerezza delle rime scritte nel tempo libero.
Temiamo quindi che nel tentativo di far luce sugli scandali e gli sprechi Rai questa volta si sia clamorosamente sbagliato bersaglio e ci chiediamo come mai dedicare una intera pagina a questo.
Claudio Barbati Regista
Laura Boido Rai Internazionale
Mariolina Bronzini Tg1
Monica Callori di Vignale Rai Uno
Luciana Capretti Rai Internazionale
Giuseppe Carrisi Rai Internazionale
Angelo Caserio Rai Internazionale
Tiziano Marocco Rai Tre
Maurizio Mele Rai Educational
Antonio Nieddu Rai Fiction
Franco Porcarelli Rai Televideo 

questa è la mia lettera di rettifica a Padellaro pubblicata il 29 luglio

Caro Direttore,
a proposito dell’articolo pubblicato il 21 luglio a pag. 7 e firmato da  Carlo Tecce devo precisare che la poesia citata in finale è stata da me scritta il  12 maggio scorso e pubblicata sul giornale web L’Indro, a commento del dibattito televisivo tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia e non ha nessun riferimento al DG della Rai Lorenza Lei.
Ringrazio il suo giornale per l’enorme attenzione, da alcuni giudicata spropositata: mi ha dedicato un’intera pagina con il richiamo in prima,  passando in piano ridotto le nomine dei direttori di Rete e il contratto Gabanelli.
Riguardo ai premi Rai posso precisare che non ho mai ritirato né prosciutti né salami, non sono stato in Norvegia né in Nuova Caledonia e che tutti i premi sono stati consegnati agli autori nel corso della cerimonia che ogni anno si svolge in dicembre nella sala degli Arazzi di viale Mazzini con la partecipazione della dirigenza aziendale.
Non mi risulta che nessuno di RaiTrade  abbia detto che  i festival valgono zero sul mercato internazionale.  Basta solo un po’ di buon senso per capire che la pubblicità è l’anima del commercio. Sarei curioso di conoscere la fonte di questa notizia e di quella del mio mancato prepensionamento e se qualcuno ha sollecitato l’interesse del suo giornale su di me.
Tecce, giocando su inesattezze e invenzioni per ridicolizzare il mio ruolo professionale, mi definisce “il poeta del cetriolo”. Molti scrivono poesie su argomenti “nobili”. Comporre versi sui ruvidi ortaggi certo ispira un po’ meno ma non è l’argomento che qualifica la poesia e definisce il poeta. Scrivere versi non interferisce con i miei doveri  professionali, come dimostrano i  risultati raggiunti.
Con la preghiera di pubblicare questa mia rettifica

questo è il commento di Tecce alla mia rettifica

Né prosciutti né salami, ma solo poesie
Gentile Bruni, o meglio Head of International Events, per le poesie che scrive dovrebbe avere un senso più alto dell’umorismo e anche una buona memoria. Ricorda la telefonata in cui mi parlava dei premi vinti? Maglioni, salami, spumante, sculture… E ricorda che proprio lei, mi ha spedito l’invito per una sua iniziativa con documenti Rai (aveva l’autorizzazione?) accompagnato con il verso sull’aria condizionata e un resoconto dei suoi successi tra Europa e Asia?  Viale Mazzini non le  ha detto che il suo lavoro mondiale è definito “inutile” da RaiTrade, la società che gestisce il mercato estero del servizio pubblico?  Non le chiediamo una risposta per  le nostre domande. Magari una poesia. (C.T.)

Nella risposta di Tecce c’è la conferma implicita che l’ispirazione del pezzo, anzi la firma, viene  da una persona interna alla Rai.  L’azienda ha deciso di promuovere i propri programmi nei festival internazionali e  per 17 anni e Presidenti, Direttori Generali e Consiglieri di Amministrazione sono stati fieri di consegnare i premi agli autori nelle cerimonie di ogni dicembre. Nessuno può contestare che io abbia svolto, con il massimo dell’impegno e con costi vicini allo zero, il lavoro che Rai mi ha chiesto di fare e che i risultati siano notevoli. Si consideri che gran parte dei miei viaggi, pochi l’anno, erano gratuiti in quanto invitato e ospitato dai festival.
Perché il Fatto mi dedica, senza spunti di attualità, un attacco così sproporzionato, giocando sul tentativo di rendermi ridicolo e senza addurre alcun motivo professionale? (a.b.) la mia poesia è sulla pagina iniziale del sito

di seguito i commenti dei lettori pubblicati su Il blog di Il fatto ( a partire dai più recenti)

 

commento di maurizio sul blog

Splendido esempio di disinformzione dato in pasto alla folla! Me lo sarei aspettato da bollettini come “Il Giornale” o “Libero”, non certo dal MIO quotidiano. Conosco da anni il lavoro di Bruni che è ben altro da quello che da perfetto ignorante ha descritto il “giornalista” Tecce, confondendolo deliberatamente con le sue attività EXTRA Rai per strappare applausi stile “circenses”. Mi dispiace che avete abboccato tutti. Tecce ha messo alla gogna un innocente! Il settore che Bruni dirige, con un budget ANNUALE pari a meno di 2 minuti di una sola puntata dell’Isola dei Famosi, è un fiore all’occhiello della Rai, Rai che – non lo dimentichiamo – è la prima azienda culturale del Paese e ha il dovere di far conoscere nel mondo il meglio della cultura televisiva in termini di fiction e documentari (questi ultimi confinati spesso in orari assurdi dalla dirigenza berlusconiana). Esporta il meglio della cultura a costi irrisori (sono i programmi che vanno ai festival, alle rassegne, alle mostre, non il dirigente come ha interpretato il “giornalista”) aiutando tanti giovani artisti ad avere visibilità, garantendo una “seconda vita” alla loro opera: proiezioni in sala, recensioni, apprezzamenti e premi se lo meritano.
Il lavoro della promozione inoltre aiuta a far circolare i documentari e le fiction anche nelle tv straniere, risvolto commerciale mistificato dal “giornalista” con l’autentica balla di Rai Trade che giudicherebbe inutile questo lavoro.
Purtroppo fa pensare male questo agguato a Bruni -persona perbene a differenza di certi squali dell’informazione- che sta per lasciare per prepensionamento il settore che ha curato in questi anni: c’è un gruppo di fascio-berlusconiani ignoranti e arroganti che se ne vorrebbero appropriare e il Fatto Quotidiano se ne è purtroppo reso strumento. Complimenti! Attaccare una delle poche aree sane della Rai senza cognizione di causa e senza ammettere repliche. Il metodo Boffo fa scuola anche al Fatto… Che schifo!
Maurizio

commento di Martino sul blog

Curioso che, dopo cinque giorni, non sia stata ancora pubblicata la risposta del giornalista citato in questione. Forse perché, purtroppo, anche a Il Fatto Quotidiano fa comodo fare un po’ di demagogia anti RAI. Citando parecchie inesattezze, a partire dal fatto che la poesia citata nel finale dell’articolo non ha alcun riferimento al DG della Rai Lorenza Lei, ma è stata scritta a commento del dibattito televisivo Moratti-Pisapia.
In attesa che, per lo meno nella versione online, venga pubblicata la risposta di Antonio Bruni, nella quale sono confutate parecchie inesattezze e mancanza di fonti documentate, mi terrò l’opinione che anche ilFattoQuotidiano pubblichi “fango”, al pari di altre testate giornalistiche criticate quotidianamente.
Cordialmente,
Martino

commento di tortorellas sul blog
la mia ammirazione verso Travaglio.Gomez.Padellaro viene un po’ scalfita da questo articolo pubblicato nel loro giornale. Conosco personalmente Bruni ed il ritratto fatto dal giornalista non mi pare proprio corrisponda alla persona! A parte che in quella pagina c’erano due altri “articoletti” ( nomine di direttori generali e protezione lagale Gabanelli) un po’ mortificati rispetto allo spazio dato all’articolo su Bruni.Speriamo sia stata solo una “caduta di stile” in buona fede. Mi sembrava che il Fatto quotidiano fosse un buon giornale dove vengono riportati fedelmente argomenti interessanti. Questo articolo invece, totalmente fuori strada, getta un’ombra sulla oggettività ed accuratezza e sulla buona fede dei giornalisti. Alla fine i sa che non ci si puo’ fidare proprio ma proprio di nessuno.

 

ecco i commenti di altri lettori; l'articolo ha indubbiamente aizzato gli spiriti forcaioli raggiungend uno dei suoi scopi

Ma perché pagate il canone?
Io ho buttato via il televisore e non pago più lo stipendio ai dirigenti RAI.


La RAI non finisce mai di stupire . Tutti assunti per conoscenze , tanti mangiapane a tradimento . Speriamo che questi grandi professionisti che ci sono alla RAI e sono tanti continuino a tirare la carretta anche per i Minzolini della sitazione , messi li dal nostro presidente del consiglio piazzati in RAI per distruggerla .

non capiscono perchè non viene assegnato ad altro incarico in attesa che scatti la pensione. Gli sprechi si sprecano per dirigenti e anche per i giornalisti. Chi viene sacrificato è l’impiegato semplice. Come i tagli di Tremonti, fa capo tutto alla stessa logica.
La RAI: il Paese del Bengodi. Strapagati per non fare nulla e per dare milioni di Euro a presentatori e giornalisti.

COME MAI TUTTI SONO STATI TARTASSATI DALLA FINANZIARIA TRANNE LA RAI? NON SAREBBE GIUSTO CHE ANCHE I DIRIGENTI E VARI SUBALTERNI FOSSERO DIMINUITI DI NUMERO? ANCHE LORO SONO DEL PUBBLICO IMPIEGO…..PROVIAMO A RISPARMIARE CON TANTI DIRIGENTI INUTILI? MAGARI ACCORPANDO I SERVIZI?….

Ah!il cetriolo….
Era ora che qualche illustre esponente della principale azienda culturale italiana,si spendesse a favore di questo incolpevole ortaggio,tirato in mezzo ad uno scandalo.

Il commovente Sig. Antonio Bruni merita di partecipare alla CORRIDA… Lui ci crede e si appassiona nel lavoro che svolge, fortunatamente confacente al suo carattere simpatico, e merita rispetto per questo. Forse il suo lavoro non è più così utile alla RAI, che si affida ad altri mezzi per pubblicizzare se stessa nel mondo, e per questo il Sig. Bruni appare OBSOLETO. Comunque egli non difetta di IRONIA e di FACONDIA, segni di INTELLIGENZA…

di bruni avevo letto
ma con di carla il sospetto.
si trattava invece
di un cetriolo ardito
ma non marito.
p.s. lo so che non centra niente con l’articolo; è solo domanda di assunzione alla Rai; inutile più, inutile meno

Anche mio padre che era funzionario statale alla fine della sua carriera scriveva poesie… Si era talmente rotto i cog… di non far nulla che poetare in ufficio era una ragione di vita.
A me ispira molta simpatia la poesia sul cetriolo inquisito ingiustamente, che è anche lo specchio vivido di quella squisità sensibilità che la RAI ha dimostrato sempre per gli importanti fatti di cronaca.
Un’azienda statale “ditirambica” che oscilla tra il saffico e Trimalcione con tutti i personaggi della commedia Plautina.
“RAI Panem et circenses”.

sanguisuga non servi a niente. ancora continuiamo a pagare il canone noi poveri idioti

Caro Tecce, parla ogni tanto anche delle cose belle della Rai. I programmi per bambini ad esempio. L’albero azzurro, la Melevisione, la Trebisonda, il Gran Concerto. Dietro questi programmi ci sono persone con grande professionalità che ogni giorno portano avanti con passione il proprio lavoro. Troppo facile sparare sempre su tutto. Bravo,complimenti.

Ricordo Che in tutte le aziende I dirigenti si cacciano tranquillamente non capisco perche’ in rai no a casa ma tutti

Non raccontateci più queste cose : abbiamo i figli disoccupati ! Un po’ di decenza.

ma no!! non è possibile!! ma veramente facciamo??? allora questi non si rendono proprio conto che ci troveranno sulla loro strada con i forconi in mano!!
addirittura un manager per disquisire sul cetriolo. ho ben chiaro in mente cosa questo tal bruni antonio dovrebbe farci col cetriolo.

e il TG3 sta diventando una succursale dei leghisti nazifascismi

CONCORDO PIENAMENTE
ci mancava solo il poeta del cetriolo che mangia soldi agli abbonati….ma che razza di paese é l italia se l avessi capito prima col cavolo che avrei fatto figli qui é tutto marcio….

La rai lottizzata e degenerata e ultimamente rottamata dagli uomini (ex) fininvest dall’interno, è sulla via dello smantellamento.
Chissà se quando questa lunga agonia sarà finita, e la rai sarà dichiarata fallita e chiusa, i suoi dipendenti si metteranno finalmente a protestare. Sarà tardi.
Temo che per protestare occorrano persone libere, e invece lì dentro sembrano essere tutti raccomandati, ricattati o paurosi.
Per paura di perdere il posto o chissà che privilegi, stanno tutti zitti, e intanto il terreno sotto i piedi trema.
io non ho la TV e quindi non foraggio deficienti come questo (se si ha la TV e non si paga il canone, è evasione fiscale e basta)
L’ennesima vergogna… alla faccia delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese! E’ ora di finirla con questi furti legalizzati. E poi ci chiedono anche il canone…

quanti soldi prende costui??

l’ennesimo PARASSITA

Il Dirigente del cetriolo innocente.

Andai su e giù per mari e monti
senza badar della Rai i conti
mi misero su treni aerei e navi
per ritirare premi e tu pagavi.
Caro abbonato ignaro e ignavo
io a Roma quei premi mi portavo…
Sono sì strani,assurdi e tristi
ma cosa vuoi,anche il Battisti
è ben brutto e delinquente assai
eppure Lula non ce lo diede mai.
Questa è la mia mission spericolata
prendere all’estero la mia spesata
fare il turista,ma non per caso
a tutti voi ho preso per il naso!
Ora vorrebbero pensionarmi subito
ma io sto qui e a tempo debito
su un’asta d’eBay mettero’ il tutto
statuette,poesie ed il prosciutto.

Bruni,un uomo avanti:prima di tutti ha capito che il cetriolo,più del cavallo,è diventato il simbolo della RAI.