E
come Impossibile dea
da altezza umiliarlo benigna
per renderlo tutto rapito
Non fitte le maglie ritorte
ombreggiano idea di una pelle
dorata ma candida e tesa
dal grigio argentato traspare
da sotto traverso il vestito
un velo che abbaglia ed avvolge
in curve il bacino ed il seno
fa caldo ed il tutto leggero
appare e ricade sul corpo
traluce in cristalli di neve
del pizzo il ricamo sottile
ondeggia e si plasma aderendo
studiata malizia allo specchio
non certo proposta volgare
ma luce elegante e sensuale
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che chiami un omaggio silente
a donna che non si raggiunge
son moglie di nobile sangue
non cerco avventure né storie
e devo mostrarmi di rango
in pubblici affari e contatti
trovarmi uno spazio e denaro
se parlo a qualcuno e domando
mi deve ascoltare ammirato
è vero mi manca la forza
talvolta di andare in carriera
ben altra la mia vocazione
di madre abbondante e totale
ma sposo me l' ha limitata
tagliato il secondo mio frutto
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per darmi altro scopo e ragione
avermi con sé nell' esterno
un unico erede da ornare
un qualche rimpianto mantengo
ma accetto la mia condizione
che intanto perseguo coi denti
non spreco il mio tempo ma ottengo
se occorre interviene il marito
mi serve il colloquio stamani ?
non miro a un contratto preciso
piuttosto un sondare l' ingresso
divaga argomenti il signore
non sembra puntare a un guadagno
lo sento distante in commercio
cautela! mi inganna quest' aria
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mi parla di artisti e cultura
mi scruta e par sia uno scultore
e sembra afferrarmi l' essenza
scoprirmi nel nudo interiore
gli devo deviare il sondaggio
pretesto mi levo e mi giro
la schiena vestita dimostro
son contro finestra e mi chiedo
se tutto è perfetto in figura
mi giro di scatto e dubbiosa
intendo accertare reazione
incrocio un inciampo nel dire
che sento sgusciare tra maglie
parole son dita su pelle
si intrufola dentro lo sguardo
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arriva fin veli a violare
vorrebbe frenarsi e distrarre
intanto è attrazione che tira
quegli occhi indaganti non doma
ma poi deglutisce l' istinto
io perdo il discorso che inoltra
nervosa cammino e ritorno
intanto mi muovo ed oscillo
vorrei in una danza esibirmi
per renderlo tutto rapito
averlo in ginocchio invocante
sentirgli le mani ai miei piedi
e come impossibile dea
da altezza umiliarlo benigna
negarmi in sorriso beffarda
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a braccia sfacciate in richiesta
ma un guizzo rapace non vedo
quel suo rimirarmi è stupore
è nudo indifeso emotivo
mi sento scottare nel petto
e prendo timore di me
è meglio scappare e concludo
lui frena la voce interdetto
in scusa la foga si inchina
vittoria ! ma forse mi pento
di averlo giocato in rinuncia
fin soglia proibita e golosa
mi avvolge il magone nei veli
mi assordano gioie ostentate
goduto ma non ho ceduto.
90
canto
n.6 dal primo coro "Sdoppiarsi
a confronto figura"