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Casina sul lago ricordo
gradevole albergo alle coppie
ambiente accogliente non losco
la laurea ma vergine ancora
austeri quegli anni cinquanta
mi invita un ragazzo già caro
ha vinto un concorso e partenza
lui vuol festeggiare con me
premessa a un legame futuro ?
tra noi confidenza nei baci
abbozzo di prime carezze
ma ignoto il trasporto dei corpi
tentavo con lui fidanzarmi
curiosa saper gli sviluppi
dei sensi conoscere amplesso
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la gita in trenino sui colli
speranza in promessa verbale
sancire l'affetto e l’impegno
giriamo il castello e quel borgo
mi invita ad un tè nell'albergo
in sala parliamo tranquilli
di un tratto mi dice " saliamo!"
commesso ci guida di sopra
ed apre una stanza da letto
lo sguardo per primo mi cade
su un tripode basso un catino
oggetto descritto in racconti
emblema di luoghi ruffiani
segnale di pratica svelta
incontro con prezzo ed orario 30
le case per gli uomini chiuse
discrimine sesso ed amore
notorie e vicine in quartiere
pativo sapere gli amici
clienti insicuri avviliti
sfogarsi sognando la gioia
le donne di vita nel turno
le spose inviolate ed ignare
due razze due caste un confine
mi appare un'alcova un catino
inciampa la mia dignità
mi chiedo son donna a tariffa ?
lui chiude la porta ed io piango
finestra mi accosto tremante
non voglio un rapporto carnale !
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pensiero rivolgo a mia madre
afflitta tradita lasciata
minaccia di gravida figlia ?
al tempo l’onore era in voga
violare col corpo una norma
vergogna nel pubblico e in cuore
lui tace e ritira proposta
si stende sul letto da solo
lo guasta non vuol confessare
all’oste quel nostro insuccesso
mi siedo vicina la mano
gli stringo pietosa e materna
mi sfugge di testa l’idea
sognata nei baci ai giardini
di un timido abbraccio parziale
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effondersi liberi in giochi
gustando tra noi intimità
ma senza violare il mio grembo
gli chiedo perdono al rifiuto
ma non gli menziono il catino
mi sembra ridicola scusa
usciamo e prendiamo il trenino
mi sblocco mi stringo e lo bacio
lui parte e la storia si allenta
da allora ricordo gli incontri
con altri ragazzi per svago
in macchina o in comode case
toccarsi baciarsi scherzare
approcci e confronti galanti
nessuno che offrisse l’amore
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decisi di romper l’imene
a trentaquattr’anni già stufa
con uno maldestro e ignorante
nemmeno si accorse del velo
in auto imprecò in quel momento
fu come ingoiare un bel rospo
allora si accese il rimpianto
per quell’occasione perduta
l'albergo accogliente il ragazzo
gendarme il catino impedì
di entrare persona nel sesso
donarmi nel corpo a chi amavo
avrei forse stretto un legame
invece la strada mia strana
deviata dal blocco sul lago.
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canto n.11 dal SECONDO
CORO DECIDERE
IN ANIMO SVOLTA
torna a Mi
svelo ma in animo nuda
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