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MI SVELO MA IN ANIMO NUDA

Questa storia è stata interpretata dalle attrici:

Gisella Sofio il 22 novembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma

Ileana Ghione il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma

Giuliana Lojodice
il 9 marzo 2001 alla Domus Talenti di Roma

 

Mi appare un'alcova un catino
inciampa la mia dignità
mi chiedo son donna a tariffa ?

 

Casina sul lago ricordo
gradevole albergo alle coppie
ambiente accogliente non losco

la laurea ma vergine ancora
austeri quegli anni cinquanta
mi invita un ragazzo già caro

ha vinto un concorso e partenza
lui vuol festeggiare con me
premessa a un legame futuro ?

tra noi confidenza nei baci
abbozzo di prime carezze
ma ignoto il trasporto dei corpi

tentavo con lui fidanzarmi
curiosa saper gli sviluppi
dei sensi conoscere amplesso
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la gita in trenino sui colli
speranza in promessa verbale
sancire l'affetto e l’impegno

giriamo il castello e quel borgo
mi invita ad un tè nell'albergo
in sala parliamo tranquilli

di un tratto mi dice " saliamo!"
commesso ci guida di sopra
ed apre una stanza da letto

lo sguardo per primo mi cade
su un tripode basso un catino
oggetto descritto in racconti

emblema di luoghi ruffiani
segnale di pratica svelta
incontro con prezzo ed orario 30

le case per gli uomini chiuse
discrimine sesso ed amore
notorie e vicine in quartiere

pativo sapere gli amici
clienti insicuri avviliti
sfogarsi sognando la gioia

le donne di vita nel turno
le spose inviolate ed ignare
due razze due caste un confine

mi appare un'alcova un catino
inciampa la mia dignità
mi chiedo son donna a tariffa ?

lui chiude la porta ed io piango
finestra mi accosto tremante
non voglio un rapporto carnale !

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pensiero rivolgo a mia madre
afflitta tradita lasciata
minaccia di gravida figlia ?

al tempo l’onore era in voga
violare col corpo una norma
vergogna nel pubblico e in cuore

lui tace e ritira proposta
si stende sul letto da solo
lo guasta non vuol confessare

all’oste quel nostro insuccesso
mi siedo vicina la mano
gli stringo pietosa e materna

mi sfugge di testa l’idea
sognata nei baci ai giardini
di un timido abbraccio parziale
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effondersi liberi in giochi
gustando tra noi intimità
ma senza violare il mio grembo

gli chiedo perdono al rifiuto
ma non gli menziono il catino
mi sembra ridicola scusa

usciamo e prendiamo il trenino
mi sblocco mi stringo e lo bacio
lui parte e la storia si allenta

da allora ricordo gli incontri
con altri ragazzi per svago
in macchina o in comode case

toccarsi baciarsi scherzare
approcci e confronti galanti
nessuno che offrisse l’amore
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decisi di romper l’imene
a trentaquattr’anni già stufa
con uno maldestro e ignorante

nemmeno si accorse del velo
in auto imprecò in quel momento
fu come ingoiare un bel rospo

allora si accese il rimpianto
per quell’occasione perduta
l'albergo accogliente il ragazzo

gendarme il catino impedì
di entrare persona nel sesso
donarmi nel corpo a chi amavo

avrei forse stretto un legame
invece la strada mia strana
deviata dal blocco sul lago.

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canto n.11 dal SECONDO CORO DECIDERE IN ANIMO SVOLTA
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