Il
mare come esca dei corpi
che attende ruffiano e compagno
sollecita complice e terzo
offrendo alla pelle tappeto
di stimolo nuovo occasione
nel dialogo ormai consueto
tradiamo il giardino di casa
convinco il marito ad andare
nel taglio isolato di costa
ottobre frizzante assolato
varchiamo il recinto formale
furtivi in sospetto di guardie
appena due rocce poi l’acqua
le reti la canna le lenze
ma vinco il ribrezzo alle esche
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in piedi lui pesca ed è assorto
ricerco un riparo accennato
al vento indiscreto guardone
mi stendo sollevo la felpa
appoggio le mani e la nuca
la radio gli guardo la schiena
lo sbalzo dà vita alle spalle
profilo che attira il percorso
da dietro lo abbraccio e mi schiaccio
lo stuzzico (pensa che bello !)
ma lui si difende a pescare
"il sole ti picchia e sconvolge"
accesa ritorno al riparo
pudore trovarsi scoperti
ma il vuoto reclama presenza
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mi piego innalzando il bacino
al sole i miei glutei in costume
"sta’ calma rinfresca gli umori !"
poi tocca il mio pube coperto
si accorge del liquido voglia
sculaccia il mio fremito in vista
ma vedo il suo addome che è gonfio
perlustra con sguardo di intorno
tentenna propende a un rinvio
si scopre e mi invita ad un bacio
in bocca lo mordo mi piace
l’aperto pur complice inquieta
travalico il luogo e il decoro
incerta mi fermo all’assaggio
mi basta non voglio sfrenarlo
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la pausa separa ma torna
il fiato ripreso e da sopra
abbraccia e mi sfila il costume
si toglie i calzoni protesto
cosciente e paurosa ma rido
del nostro rischiare goloso
deserto mi sento protetta
un’ombra proietta col corpo
ed entra deciso improvviso
mi accorgo trovarmi già presa
lo accetto mi scarico colpa
a spiaggia abbandono la testa
è dura la pietra sui lombi
il telo pungente di sassi
incide i sentieri dei fianchi
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dimeno le gambe e la nuca
in cerca di avvalli di scoglio
il marmo respinge la carne
schiacciata con impeto e spinta
profondo mi penetra e gemo
immagino e temo finisca
sei pazzo a sfidare la legge !
lui ride "se arriva qualcuno
con noi sarà terzo nel gioco"
magari ! gli dico all’orecchio
lo scherzo solletica i sensi
aggiunge al godere una sfida
due maschi mi immagino affianco
divoro nell’avida gola
l’estraneo che voglio guardare
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solo uno conosco è il mio uomo
da dietro sicuro nei glutei
protegge e mi gode in dolcezza
a lui e nessun altro la schiena
affido serena in piacere
esploro quell’altro curiosa
del
coniuge supero affetto
fantastica mente mi brama
lui complice in mia trasgressione
da sola non libero voglia
complessi mi toglie il suo assenso
la frase mi ha aperto la porta
ignuda mi avverto volare
orgasmo beffando le barche
ho sciolto l’istinto dai lacci.
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canto n.14
dal SECONDO CORO DECIDERE
IN ANIMO SVOLTA