La
macchina azzurra attraversa
città che è anonima e buia
cancello in cadente pensione
assenti portieri e cartelli
noi siamo in due coppie già noti
saliamo le scale e gli amici
infilano stanza più svelti
mi abbraccia alle spalle il mio lui
entriamo ma temo il dolore
a calce la camera e il letto
son orfani i due comodini
non toni di tende né fiori
la luce spietata del vuoto
vorrei il disappunto strillare
trovarmi in un posto sgradito
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che non mi dispone a mio agio
ma lo amo sì tanto che scuso
l'aver ignorato il mio garbo
non luogo fiabesco inventare
per questa che è mia prima volta
che voglio e che spero con lui
sebbene ad un’altra sia stretto
averlo! e subisco la stanza
timore di vergine batte
lo prego ed insisto nel tono
non essere duro e violento
accostati tenero al ventre
la luce si spegne e mi bacia
nei modi richiesti mi spoglia
ma quando mi scioglie sul grembo
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si
gela vagina in spavento
lui sente ed è pronta carezza
sul volto capelli mi stringe
mi acquieta l’accorrere suo
mi rende il coraggio di fare
comincio a svestirlo dal collo
procedo sui tratti già noti
fin dove curiosa ricerco
il segno virile che ignoro
incerta su come toccarlo
da sé lui la mano mi stacca
vagina immediato mi prende
è forte l’ingresso fa male
è come temevo normale
ma breve passato l'ho fatto!
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esperto lui sa cosa fare
più cauto e più lento in rispetto
del mio verginale esitare
che dolce abbandono con lui
a gradi mi scalda e mi guida
insieme al piacere finale
il seno si gonfia ed esulta
totale il mio interno pervade
arriva a sfibrarmi la mente
sorpresa! non ho perso sangue
intatto il chiarore del letto
conferma quest'estasi mia
non posso descrivere anch'io
la gioia che ancora non provo
ma attendo ed interrogo gli altri
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ragazze già esperte che sanno
raccontano amplessi di sogno
godere nel sesso e in passione
io credo a quel loro piacere
ma non mi convince l’amica
più cara si dice felice
rapporti veloci col suo
comincia la penetra e via
lei dice l’orgasmo (finzione?)
ho solo diciotto ed aspetto
non penso che amare si possa
in questa maniera brutale
per darsi da entrambi ci vuole
un tenero sguardo di affetto
il tempo smarrire parlando
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conoscersi a grado nei tocchi
in piedi allo specchio stupirsi
con gli occhi scambiati tra noi
scrutare come lui mi rimira
conferma del fatto che piaccio
vorrei fare un gioco toccarlo
ma come ma cosa ? saprei
agire al momento se fossero
il luogo e il ragazzo voluti
da dove mi nasca il timore
soffrire nel rompere imene
da sola non voglio capire
acerba son forse nel corpo
eppure formoso di donna
o forse è l’amore che manca.
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canto n.21 dal TERZO CORO "DI
INGRESSO RICORRE IL PENSIERO"