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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Susanna Forgione

il 6 dicembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma
e il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma

Il maschio lo devi Frenare
invece lei inganna l' attesa
son io che mi sento più forte


Mi guarda e mi parla sicura
un tono tra colto e suadente
spiegando latina poesia

al bar siamo insieme tra amici
inquieta di arabica pelle
scattante ma ricca di curve

si mette a fissarmi tra gli altri
con occhi virili su donna
intende sfilarmi la noia

che io non nascondo ai compagni
accende una sfida di sguardi
che trovo sovente nei maschi

è nuova stavolta la forza
non spada fioretto intrigante
un varco lei cerca decisa
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dissimulo io il suo contatto
turbata e sorpresa tentando
respingere insolito laccio

saluta e mi sfiora insistente
lasciando una traccia alle labbra
tra bacio saliva e parola

qualcosa più calda più spinta
del solito approccio di un uomo
garbata ma complice stretta

a casa poi viene a cercarmi
mi parla mostrando un interno
complesso di sensi e di pieghe

invano io tento freddare
i lampi di un clima montante
castello di torri segrete
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di un tratto tirato un sospiro
fissandomi viene vicino
esplicita tende carezza

"che seno dimostri in camicia
non marmo ma Venere in carne
io voglio donarti dei versi"

con voglia maschile una donna
decisa ma senza violenza
offerta natura senz’armi

ed io pur perplessa e insicura
aperta e curiosa la accolgo
mi affiora un ricordo di scuola

aveva lo stesso mio nome
compagna in morbosa lettura
spigliata intrigante attraente
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scambiammo effusioni di sguardi
intesa di sola intuizione
un brivido in cuore sentito

un' altra ora sono e il momento
non vergine bimba ma adulta
avvezza a esperienze del sesso

uguale e diversa da me
di fronte una tenera donna
formosa e minuta mi attira

bellezza di femmina in specchio
guardiamo odoriamo tocchiamo
coinvolge il saperci esclusive

sa bene ammirarmi con garbo
solletica i punti salienti
leggera la mano alle cosce
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in scambio di omaggio e possesso
riscontro in me fiera libido
vertigine provo alla stretta

al tocco di labbra decisa
sapore più intenso di un uomo
con altro trasporto si muove

il maschio lo devi frenare
ti brucia di assalto con fine
invece lei inganna l' attesa

son io che mi sento più forte
tastando la morbida forma
tessendo i suoi lunghi capelli

con gli uomini sono aggredita
non lasciano a me iniziativa
paurosi se il gioco conduco
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con l' altra gestisco il comando
continua e si insinua la voglia
se chiedo pur posso vietare

con mista ripulsa e attrazione
i gesti intrecciamo e le sfide
le arresto i percorsi di labbra

insieme nei guizzi nuotiamo
io gioco a schermaglie e frenate
in impeto e ruoli invertiti

mi arrendo eccitata sbordante
riversa le spingo la bocca
avvolte le cosce ai capelli

di termine è privo il godere
ingoio il conflitto proibito
esplosa procedo in incendio.
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Canto 33 dal QUARTO CORO "TRA PIÙ CALAMITE OSCILLARE"