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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Caterina Vertova

l'8 novembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma

Giocare esser zio o bambina
nei ruoli scabrosi invertire
quel prudere ingenuo dei sensi

 

Avevo dieci anni e cercavo
al buio nascosta compagna
mi prende la mano e la porta

al pube suo appena fiorito
stentavo a capire e sentire
da allora è rimasto nel fondo

giocare esser zio o bambina
nei ruoli scabrosi invertire
quel prudere ingenuo dei sensi

da uomo che vuol stuzzicare
la piccola a rendersi attrice
mirandone esordio su scena

da bimba innocente malizia
che accumula il gusto curioso
civetta invidiando gli adulti
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ricorrono i gesti nel sogno
ripetersi scherzi più intensi
a caso alla cieca sfregarsi

la bimba si perde incosciente
in corse e rincorse non pensa
a fini segreti ulteriori

nell' uomo cosciente il disegno
procede sul cucciolo in gabbia
di renderlo in crescita schiavo

la bimba poi cerca lo zio
di spalle gli prende la mano
la tira al suo ventre nel gioco

la mano che è grande ricopre
quell' esile spazio fessura
si muove accarezza curiosa
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già sente qualcosa che vibra
da pelle che informe trasmette
un' onda che infuoca l' adulto

potere di accendere un maschio ?
potere di dare emozione ?
si scalda superba la bimba

pretende intuire i messaggi
di vita che è oscura esperienza
e come istintivo quel gesto

procede galoppa nei segni
non getta disturbo ma attrae
solletica il lato curioso

l' adulto assapora di bimba
quel fare padrona che apprende
a petali sfoglia quel corpo
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strofina se stesso lo zio
mantiene mistero in calore
trattiene lussuria vestito

la bimba dispone del turno
comincia a girarsi e lo affronta
lo guarda si accosta alla bocca

le labbra vuol umide e preme
non sa ancora aprirle in contatto
ma è lui che le schiude la lingua

la bimba trascina il rapporto
da sola intuisce le mosse
acerba si impasta di donna

il luogo si sposta da stanza
con mobili austeri arredata
da quei sotterfugi in silenzio
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al giorno in cui restano insieme
da soli ma senza timore
venire sorpresi interrotti

si smette di fingere in due
sovrani su di un grande letto
il ruolo mi torna di entrambi

però preferisco esser zio
che insegna maestro che guida
è lui che conosce la strada

la bimba che è ignara ed è bianca
lo accetta confusa ma grata
sensibile e ampliata lo assorbe

in luce si guardano piena
svelando l' un l' altro emozione
stupore trovarsi spogliati
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la bimba si mostra in avorio
nel ruolo di bambola amata
sicura che l' uomo la ambisca

ignudo le appare quel maschio
la bimba lo accetta vorace
di averlo non sa bene come

scoprire il piacere ed aprirsi
disciolti da ambasce in ragione
la meta è raggiunta da entrambi

da lei che precoce già gode
schiudendosi strada di donna
da lui che ha fruito per primo

dolcezza bocciolo all' aprirsi
in me lo scabroso connubio
si sposa di entrambi i piaceri.
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Canto 37 dal QUARTO CORO "TRA PIÙ CALAMITE OSCILLARE"