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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Antonella Lualdi

il 22 dicembre 2003 al Teatro de'_Servi a Roma

Vorrei non vorrei che Svanisse
la guardia di questo cervello
stasera c'è posto per fuga


Taglienti e poi chiari i suoi occhi
nel fondo quegli alberi al buio
distratti non sanno che accade


in questo silenzio improvviso
canzone che gioia alla voce
di lui che ripete il non senso

il primo fastidio è mutato
n presa ridente di scherzo
sorpresa di averlo accettato

da gallo imperterrito e buffo
diventa quest'uomo un vichingo
più bello e maestoso di un re

non è che mi piacciano i biondi
ma il modo di dire rientra
in questo mutarmi disposta
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sorpresa trovarmi a cantare
stasera all'aperto ... con lui !
finora lo avevo evitato

sfogarmi di rabbia in lavoro
volevo parlare e nervosa
mi incontra: "andiamo a passeggio ?"

lui dice sciocchezze serioso
non so come prenderlo e accetto
avverto che ascolta il mio senso

la mano ma tento evitarla
la fede è sposato non voglio
è come un quintale pesasse

eppure con sforzo la slaccio
stordita non posso pensare
se quello che vivo è reale
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osservo da fuori me stessa
son anni non ero turbata
nel seno nel cuore ed in testa

posso io situazione tenere ?
stasera qualcosa mi cambia
ma appena mi ha detto che ha moglie

che strano capire non posso !
timore di darmi abbandono
amare e soffrire di nuovo ?

staccarmi e tornare di corsa
io frano in temuta caverna
eppure quel fondo mi ammalia

gettarmi il mio corpo galleggia
si lascia in quell'acqua cullare
vertigine e stacco lo sguardo
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si ferma mi stringe e baciamo
più volte va altissimo e ancora
non posso non posso evitare

non so se aderisco con lui
lo cerco negli angoli e curve
completo i profili e lo sento

lo vedo che muovo impazzita
ma rigida e forte io ancora
la mente controlla i miei gesti

sedati tumulti e proteste
compongo le membra e lo sguardo
vorrei non vorrei che svanisse

la guardia di questo cervello
stasera c'è posto per fuga
spezzare le sbarre alla gabbia
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finiamo e la sera continua
mattino e di nuovo di sera
in vortici contro il respiro

ripenso e le remore muovo
non io ma con altre è sicuro
ed io l'ho vietato a me stessa ?

a volte rivolo in quel viale
le braccia son rami stringenti
trovarmi al mio simile in danza

è l'uomo lo vedo è presente
statura non grande ed è magro
mi stringe e mi lascia tranquilla

sparisce il diaframma che lega
mi libero il corpo e mi mostro
nei tratti che voglio più belli
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conosco la donna che sono ?
ritorna l'intesa totale
stupisce il procedere insieme

il gesto che trovo più forte
è quello che ho espresso segreto
potente mi ha rotto il torace

mostrarlo non voglio ad alcuno
gelosa di questa emozione
è forse più forte il pensare

di quello che gli altri mortali
eseguono in notti di amore ?
ma questa mia vita che brucia

ringrazia quell'uomo perduto
le ha fatto vedere che esiste
è questo che conta sapere.
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Canto n.45 dal
QUINTO CORO
CONTATTO CHE TURBA IL SOSPIRO