Vapore
la sala accaldata
camino osteria di montagna
riposo di un gruppo sciatore
incrocio uno sguardo virile
si muove con passo regale
la gente seduta attraversa
lui tira la gamba ingessata
con aria sicura sportiva
marziale più che di sciatore
scusando l' impaccio sorride
accento straniero e gentile
le mani svelanti esperienza
avevo un ragazzo al momento
che affianco ho sentito sparire
stupita da nuova figura
15
adulta negli anni sessanta
famiglia all' antica severa
lasciare un affetto avventura
i baci sapevo soltanto
ballando una stretta maschile
e candida amavo improvvisa
l' incontro una presa stordente
scontravo paterno giudizio
domande sospetti sgridate
ma come zittire me stessa
e quella presenza ignorare ?
non era sirena ma faro
mutato l' interno sentire
di donna ormai pronta il profilo
svaniva il riserbo borghese
30
conoscersi in rapida intesa
coraggio da sola trovarlo
attendere notti in colloquio
il sesso scoprivo un passaggio
proibito dove era vergogna
aprirmi a passione e sapere
amore o peccato carnale ?
e come staccare il piacere
da voglia che è pura di unire ?
trovavo un abbraccio totale
carezze da sbocciare i fiati
cercarsi e trovarsi a vicenda
imene non volle violarmi
finché non legittima sposa
attendere sacre le nozze
45
aveva coscienza futura
per me una possibile scelta
lasciarmi in verginea promessa
in cuore non posso giuravo
nei sensi e negli occhi nemmeno
perché non completi l' unione ?
sorriso di mesto presagio
risposta in lusinghe più dolci
cantava lo scrigno prezioso
"l' attesa non vieta la gioia"
crescevo in coscienza del corpo
premessa all' ambito traguardo
aprivo un mistero di storia
aveva un lavoro coperto
dal Kansas veniva in borghese
60
di America agente segreto
viaggiava con poche parole
guardingo ma aperto e leale
non dubbio su lui ma sentivo
lottava rischiava sperava
credeva nel libero mondo
in Dio dichiarata la fede
soffriva conflitti morali
per quel che chiedeva la guerra
un giorno rispose al comando
per noi solo un' ora rimase
il ventre promesso baciava
l' orgasmo traslato in paura
il Vietnam veloce raggiunse
un trillo lontano un saluto
75
dormivo ecco un ponte saltare
tremavo perdevo i capelli
gridava "a me corri vicina !"
urlai sotto l' acqua scorreva
caduto conferma dal fronte
da vergine a vedova un laccio
intatta per anni in silenzio
decisi di farlo tornare
ignaro in sembiante di un altro
ci volle fervore di amico
scaldarmi paziente mi prese
per rendermi a vita in suo nome
insieme viviamo compagni
nel fisico accordo sincero
rispetta l' amore perduto. 90