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Mi svelo ma in animo nuda

Questa storia è stata interpretata dall'attrice

Fioretta Mari

il 20 dicembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma e il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma

 

Da vergine a vedova un Laccio
ci volle fervore di amico
per rendermi a vita in suo nome

Canto n.51 dal SESTO CORO: QUALCOSA_SEGNATO_IN_PROFONDO


 

Vapore la sala accaldata
camino osteria di montagna
riposo di un gruppo sciatore

incrocio uno sguardo virile
si muove con passo regale
la gente seduta attraversa

lui tira la gamba ingessata
con aria sicura sportiva
marziale più che di sciatore

scusando l' impaccio sorride
accento straniero e gentile
le mani svelanti esperienza

avevo un ragazzo al momento
che affianco ho sentito sparire
stupita da nuova figura
15
adulta negli anni sessanta
famiglia all' antica severa
lasciare un affetto avventura

i baci sapevo soltanto
ballando una stretta maschile
e candida amavo improvvisa

l' incontro una presa stordente
scontravo paterno giudizio
domande sospetti sgridate

ma come zittire me stessa
e quella presenza ignorare ?
non era sirena ma faro

mutato l' interno sentire
di donna ormai pronta il profilo
svaniva il riserbo borghese

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conoscersi in rapida intesa
coraggio da sola trovarlo
attendere notti in colloquio

il sesso scoprivo un passaggio
proibito dove era vergogna
aprirmi a passione e sapere

amore o peccato carnale ?
e come staccare il piacere
da voglia che è pura di unire ?

trovavo un abbraccio totale
carezze da sbocciare i fiati
cercarsi e trovarsi a vicenda

imene non volle violarmi
finché non legittima sposa
attendere sacre le nozze
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aveva coscienza futura
per me una possibile scelta
lasciarmi in verginea promessa

in cuore non posso giuravo
nei sensi e negli occhi nemmeno
perché non completi l' unione ?

sorriso di mesto presagio
risposta in lusinghe più dolci
cantava lo scrigno prezioso

"l' attesa non vieta la gioia"
crescevo in coscienza del corpo
premessa all' ambito traguardo

aprivo un mistero di storia
aveva un lavoro coperto
dal Kansas veniva in borghese
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di America agente segreto
viaggiava con poche parole
guardingo ma aperto e leale

non dubbio su lui ma sentivo
lottava rischiava sperava
credeva nel libero mondo

in Dio dichiarata la fede
soffriva conflitti morali
per quel che chiedeva la guerra

un giorno rispose al comando
per noi solo un' ora rimase
il ventre promesso baciava

l' orgasmo traslato in paura
il Vietnam veloce raggiunse
un trillo lontano un saluto
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dormivo ecco un ponte saltare
tremavo perdevo i capelli
gridava "a me corri vicina !"

urlai sotto l' acqua scorreva
caduto conferma dal fronte
da vergine a vedova un laccio

intatta per anni in silenzio
decisi di farlo tornare
ignaro in sembiante di un altro

ci volle fervore di amico
scaldarmi paziente mi prese
per rendermi a vita in suo nome

insieme viviamo compagni
nel fisico accordo sincero
rispetta l' amore perduto. 90