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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Martine Brochard

il 22 dicembre 2003 al Teatro de'_Servi a Roma

Desidero io Ho desiderio?
indotta con tatto a sentire
non trovo risposta a chi chiede

 

Fu come improvvisa quell' ombra
la prima paura in persona
sentirmi toccata con mani

palpare che è quasi possesso
estraneo al mio aspetto salubre
aduso a funzioni sportive

le nuvole con lo sviluppo
normali come altre ragazze
i giri segreti di ormoni

non davano prurito alle membra
in pieno turgore di curve
ignote carezze affettuose

potevo permettere approccio ?
durezza virile a difesa
di forme di grazia e di interno
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celata financo a me stessa
dovevo serbare la rocca
dai subdoli ladri di amore

più raro affiorava il richiamo
dei sensi ad esprimersi in gesti
non sforzo nel renderlo muto

alzavo le grate all' impulso
di dire mi piaci a un ragazzo
coprirmi nell' adolescenza

dai mille aggettivi un signore
maturo e con delicatezza
discreto bussò al mio castello

il garbo fu grande e concessi
l' entrata al giardino di intorno
omaggio mi rese e rispetto
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lustrando ogni petalo in me
finché rilassata in lusinga
le chiavi in fiducia affidai

di accesso alla mia giovinezza
la spinta soltanto di amore
rendeva possibile amplesso

rapporto accettato in letizia
ma sciapo in complesso il sentire
attenta a curarmi in aspetto

ornata e dipinta a misura
bellezza da foto e da sguardi
da corsa da canto e da scena

finì con lo sposo l' intesa
decisi al teatro donarmi
modesta carriera negli anni
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attrice mi sogno ancor oggi
in scena che arrivo in ritardo
nei titoli amata da Brando

applausi come ospite in reggia
scordarmi la parte e successi
ma accetto in saggezza il mio stato

mi allungo e proietto lontano
poi guardo lo specchio e mi cerco
deprimo e smarrisco il momento

allora all' aperto pedalo
in bici allontano la crisi
il fisico in moto ritrovo

non posso in me dire altra storia
le ho tutte decise in ragione
mai colpi di testa o di cuore
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qualcosa di inquieto non scatta
se non lo decido in cervello
se manca una spinta o un motivo

son priva di vento interiore
non tendo giammai abbandonarmi
in regola accetto il piacere

ma vive da solo ha meandri
l' orgasmo organismo complesso
che muta ogni giorno nel ciclo ?

e palpita carne in umori
fluire e ritorni di linfa
circuiti finali alla vita ?

desidero io ho desiderio ?
indotta con tatto a provare
diletto di scambio nel sesso
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non trovo risposta a chi chiede
"cos' è che ti piace e ti attira ? "
non urto di istinti in lussuria

nemmeno vibrar di trasporti
ricerco tracciati emotivi
in vergini campi mentali

non figli ma figlia a me stessa
avverto in me scissa un' assenza
un' ala mia tacita e scura

ma come spontanea destarmi
tentare parola del corpo
unendolo in febbre a passione ?

non sono a voltarmi in profondo
aprire la porta a quell' urlo
che l' anima avvolge e la striglia.
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Canto n.52 dal SESTO CORO QUALCOSA SEGNATO IN PROFONDO