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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Mascia Musi

il 20 dicembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma

Ed io come Vento ai cespugli
gli stiro la chioma e la pelle
gli tendo nei lacci la corsa

 

 

Usciamo in giardino coi libri
e siamo in cospetto di Alhambra
muliebre in pietra dorata

avvolte in un sogno di luce
appena schermato da palme
le mura vantanti un passato

che schiera dall' arco moresco
esplode nei viali cantando !
in piccoli gruppi scendiamo

le voci a lezione represse
rimbalzano in diapason gesti
dei nostri vent' anni bandiere

mi fermo a sfilare la giacca
il petto costretto non tiene
il caldo ma forse la gioia
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c' è lui che mi regge la borsa
e guarda che innalzo le braccia
colpito da tanto gonfiore

perdiamo già Sherry e Giovanni
ci sfuggono Cinzia e Michele
il viale di un tratto è deserto

però non conosco il suo nome
il volto è da poco compagno
l' iberico accento del dire

mi pizzica dentro in arpeggio
lo aspiro più giù della gola
fin quasi tentare imitarlo

ha chiara la pelle di bruno
incerti vent' anni allo sguardo
nei tratti più neri del volto
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curiosa di averlo più in luce
lo invito a cantare in spagnolo
lui flauta un motivo a me ignoto

si tratta di un tema di amore ?
traduce: " ho perso la luna "
ribatto : ma noi siamo al sole

smontato lui cambia discorso
e cerca sfuggire ai miei occhi
la mano mi prende poi lascia

io giro oltrepasso i ginepri
il prato a terrazzi si allarga
mi siedo a contatto di terra

intorno colori di campo
fontana barocca dirompe
con suoni smaccati a tre bocche
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rincuora nei toni il ragazzo
sorride e si toglie la giacca
offrendo il colletto agli schizzi

il braccio agli uccelli agitando
mi canta la storia di Alhambra
di arabici truci guerrieri

la lunga epopea interrompo
qual è la tua razza ? gli chiedo
ti vedo: sei bianco e sei nero

anch' io ho i colori del corvo
ti sento più scuro di me
e più ti ritiri nel buio

guardiamoci i busti in confronto !
e via la mia bianca camicia
decisa gli slaccio la sua
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non peli ma grana di bimbo
il suono spagnolo del petto
mi torna più caldo e virile

qualcosa di lui nello sguardo
avverto che batte in tremore
che dire per rendergli il fiato ?

ma quando in mattino splendente
ti svegli allungando le braccia
e il membro ti tira rigonfio

il miele non senti a toccarti
non sale la febbre di avere
un caldo contatto di donna ?

non pensi ad un seno in offerta
due turgide coppe gustose ?
ammira ! son tese le mie
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mi appoggia la testa sul grembo
alzando le mani alle poppe
mi slaccio il corsetto e materna

mi chino ad immergergli il volto
arreso che dolce sentirlo
spogliarlo delle ultime stoffe

quel corpo virile trastullo
non uomo ma un albero in fiore
ed io come vento ai cespugli

gli stiro la chioma e la pelle
gli tendo nei lacci la corsa
gli schiudo la valle ubertosa

che in danza lo acclama a regnare
e tutta mi metto a cantare:
Alhambra ! più oro più sole !
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Canto n.61 dal SETTIMO CORO DOMINIO AFFERMARE IN INCONTRO