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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Carmela Ricci

il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma
e nel febbraio 2005 al Tidirò di Roma

La mente deviata ho Sedotto
in gioia invertendone il corso
mi piace che canti lo sblocco

 

Passeggio e contemplo me stessa
le trecce accurate e lui passa
"sei bella ma come Beatrice!"

lo scherzo studente innocente
sorrisi biglietti giglietti
poi vado a raggiungerlo in casa

vestita teatrale di nero
mantello ed i guanti di pizzo
bizzarra nell' atteggiamento

fatale nell' aria e lui sbianca
ammiro gli arredi sontuosi
mi sento appropriata mi adagio

sul fondo di un tango un tendaggio
declama una lirica ardita
"argento! ma non sei Beatrice
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ventaglio di piume nascondi
malizia frusciata di rosa
in te io sparisco narciso"

lui efebico e sciolto ai miei piedi
sorpreso di attratto trovarsi
"scrivendo mi son masturbato"

confessa tendenze omosex
non so cosa dire e gli sfuggo
in stanza vicina da letto

azzurra coperta di raso
mi segue da dietro mi abbraccia
il gioco dei baci mi piace

lui si eccita in preliminare
e sboccia in orgasmo precoce
soddisfo a vederlo cadere
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sorrido per questa sua foga
finita già prima di avermi
e senza nemmeno spogliarmi

negli anni ogni tanto mi chiama
lo incontro e non lo riconosco
l' efebo sognante è svanito

più sciatto sudato ingrassato
è medico e parla coerente
a casa mi invita e lusinga

il collo mi bacia di spalle
lo fa delicato ma intenso
la schiena mi accende totale

mi gira e mi abbassa spalline
i baci ai capezzoli estende
lo gusto ma non mi abbandono
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mi piace la forma e la scena
ma fino a che punto quest' uomo
si forza e trasforma per me ?

mi scatta di attrarre e sfuggire
ritiro il maglione e mi copro
mi fingo svogliata e lui dice

"io voglio tu sia la mia sposa"
lo vedo che è serio ma scappo
un mese e ritorno sfacciata

di rosso addobbata nei pizzi
tra noi confidenza è già presa
mi spoglia ma lenta acconsento

avverto qualcosa di assente
mi guida la mano al suo ventre
il membro tranquillo impotente
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afflitto non cede in carezze
non mostro sorpresa e imbarazzo
serena e civetta proseguo

in me si è allentata tensione
ho già avuto un figlio ragazza
sofferto quell' entrarmi dentro

è meglio toccarsi a parole
lui insiste che vuole sposarmi
andiamo poi al mare d' inverno

la casa materna e sul letto
laddove lui è nato brindiamo
spumante sui corpi e nel buio

carezze e ritorna normale
entrambi sorprende emozione
ma dentro di me già sapevo
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sperato e avverato trionfo
" mi è esploso anche il plesso solare !"
dilaga esultanza maschile

mi piace che canti lo sblocco
in me riscoperta la donna
quel giusto sentire del ventre

son femmina madre rifugio
non devo subire ma accolgo
determino il moto del sesso

ho vinto la guerra dei nervi
ho preso il potere sul maschio
la mente deviata ho sedotto

in gioia invertendone il corso
la forza che accendo mi schiude
fin dentro i meandri bloccati.
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canto 64 dal SETTIMO CORO DOMINIO AFFERMARE IN INCONTRO