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Papà militare ordinava
famiglia severa caserma
in riga mocciosa soldato
sbocciavo
ormai donna emozione
lasciavo la goffa bambina
pudore di curve e gonfiori
in
colpa innocenti contatti
gli scherzi le occhiate i buffetti
insieme trovarmi ai ragazzi
da
maschio vestivo con agio
ma come un compagno guardata
studiavo parlavo giocavo
sentivo
ignorato il mio corpo
non femmina da corteggiare
altrove sognavo me nuda
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nel
mare ondeggiavo tranquilla
incontro casuale di un’ombra
un complice amico in deriva
sdraiata
lambita dall’acqua
carezza di vento sfizziosa
da nuca a ginocchia arpeggiava
stendevo
nei ricci i capelli
avvolti in cascata alle spalle
drappeggio esclusivo al mio nudo
davvero
così brutto il sesso
un polipo avvolge e ti affoga
o tenero golfo che abbraccia ?
coraggio
in me stessa non c' era
da sola toccarmi e sentire
l’interno che muove cantare
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bloccavo
l’ indugio allo specchio
barriere al guardarmi totale
qualcosa lasciavo ignorata
a
gradi rompevo i recinti
bugia del primo due pezzi
"mutande" spacciato alla nonna
giungevano
netti al bersaglio
dove era cresciuta la frutta
gli sguardi dei maschi più adulti
occulta
e proibita lusinga
in casa celavo sviluppo
fingendo virile costume
sentirmi
mirata sprizzavo
cascata di fuoco artificio
rovente attraverso le vene
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ricerca
del polo maschile
un fisico corto circuito
urgeva e frenavo in scintille
andare a ballare un miraggio
l’abbraccio del passo in mattone
al tocco strusciarmi e ammantarmi
dell’
uomo speravo vigore
le spalle le braccia possenti
in vortice danza guidarmi
escluso
l’ azzardo tentare
un nudo contatto di pelle
finire perduta in vergogna
non
era spavento del membro
compagne parlavano di arma
ariete all’ assalto di mura
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sentivo
richiamo di amplesso
oscuri i dettagli ma forte
le membra apprestate al confronto
staccare
volevo armatura
in lento e gustoso spogliarmi
a vita eccitarmi e godere
conosco
ora donna completa
totale sviluppo del sesso
sposata due figli allattati
ricerco
interiore estensione
allargo le stanze muliebri
più ampio da torre orizzonte
un
girovagare turbante
come Africa nera avventura
o casbah intricata carnale
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donare
in vertigine uscita
ai sensi ai pensieri alle prove
il tango argentino mi attira
com
esca lanciarmi nei passi
reciproca sfida sottile
andare e venire in abbraccio
preludio
a una grotta segreta
svelante gli odori preziosi
totale inebriando abbandono
svaniti
i confini del corpo
per fondermi in terra con l’ altro
ritrovo ed affondo radici
creatura
terrestre in galoppo
a pelo puledra montata
insieme saziarsi e di nuovo.
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