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MI SVELO MA IN ANIMO NUDA

Questa storia è stata interpretata d

Silvia Siravo
il 9 marzo 2001 alla Domus Talenti di Roma

Distesa tua terra d’estate
coltivami e rendimi ricca
di segni di tanti colori

Una ragazza va a Venezia per  un appuntamento d’amore  e, complice la bellezza della città, desidera avere un figlio

 

 

La gente pressava lo scafo
imbarco di voci e richiami
ciarlante invasione a Venezia

ma tutte le occhiate straniere
sembravano leggermi dentro
l' attesa bruciante di lui

tre mesi lontano tornava
cercavo tra folla il mio uomo
correndo in stazione festiva

mancava che il treno arrivasse
secondi battenti emozione
sconvolta da un altoparlante

temevo uno sguardo mutato
la voce annunciante severa
ritardo alla nostra occasione  
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ma giunta al binario la gioia
batteva ribelle ai timori
già pronta a strillare il suo nome

irrompergli addosso ferina
così divorargli i pensieri
annetterlo dentro di  un fiato

lo vedo che incerto mi cerca
e son disarmata al sorriso
non preda ma cucciolo caro

ingoio esplosione di  un grido
saluto affettuosa e serena
parole di schermo al tremore

accetta il rinvio dello scoppio
indugio a covare  l' abbraccio
andiamo sciamando tra gli altri   
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fin sul vaporetto a mirare
facciate fiorite sull' acqua
riflessi ammiccanti di vetri

premessa di teneri gesti
percorso in canali e allusioni
strusciarsi tra gli archi e  i palazzi

più complici in calli più strette
fissando impazienti nei passi
l'albergo che ho scelto con cura

e timidi chiesta la chiave
saliamo gli stretti gradini
esclama lui dietro con mano:

"ti dona la tuta coi fiori
palpeggio nei fianchi il richiamo
che tende ai pistilli il mio giglio! "
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aperta la porta tra noi
finestra su muto canale
soffitto ondulato di legno

lo specchio invecchiato ci inquadra
nel primo abbracciarci vestiti
siam noi che adorniamo Venezia!

attacco a bottoni e cerniere
mi scopre il merletto del seno
poi naviga ardito di lingua

trattengo le fiamme in caverna
lo lascio turista esplorare
si mostra stupito di luoghi

già noti ammirati già presi
invano mi fingo nascosta
gli stuzzico nuove intrusioni         
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arrestati!  voglio parlare
lo imploro con falsa minaccia
ma forzo me stessa e non scherzo

nel gioco si arrende e si ferma
pulsante nel collo e nel membro
crudele lo bendo e lo lego

combatto tra fuoco e discorso
ricerco ragione interiore
o forse dispero controllo

del corpo lanciato in passione
o voglio di nuovo gustare
da capo l' incontro in contatto

tornar quasi vergine a lui
le prime carezze sul viso
ad ogni gradino promesse           
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così mi  avvicino e discosta
tentando leggero un approccio
lui sembra pacato poi attacca

mi inquieta avvertire lo spasmo
da quelle sue spalle avvolgenti
ridurmi ad implume bestiola

ma sveglia e formosa e feconda 
aprendo da maglie segrete
l' offerta donarmi totale

distesa tua terra di  estate
coltivami e rendimi ricca
di segni di tanti colori

non dare più tregua al tuo amore
sapendomi allora inseguita
saprò io per te partorire.
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canto n.82 dal NONO CORO Matura_toccare_il_traguardo
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