Annebbia
sul vetro ogni goccia
la strada e il crepuscolo grigio
rumori e presenze annegando
più lente le spazzole in sforzo
sommerse dall' acqua a tendaggio
che stridono nenia augurale
al nostro percorso a tentoni
sul viale svanente contorni
più radi i segnali dei fari
proiettano gli ultimi strali
in monito al lento vagare
dell' auto rotante sul fango
in cerca di quieto rifugio
aumenta insistente gocciare
messaggi all' interno silente
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dal rosso di maglia dell' uomo
le spalle occultante in bagliore
al bianco degli occhi sul bruno
e senza parole né storia
elettrici raggi emanando
i fianchi mi avvolgono interi
invito a uno sguardo sull' altro
a tratti procede a richiami
indugio le mani sfiorando
più lenta dell' auto la marcia
a basso motore impaziente
ma il giro dei battiti accresce
la brama di unire la pelle
sentirla in confronto e carezza
già nuda da veli e timori
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la febbre che muta mi rende
appanna l' esterno autunnale
reclama scoprirmi al calore
e premo il mio seno sul petto
dell' altro che cingo al torace
perfetta ed enfiante adesione
ma poi mi distacco ad unire
capezzoli in bacio che è doppio
preludio al cercarsi di volti
la sfida che incastra i palati
col fluido che invade il respiro
e scivola bocca sul collo
produce corrente che scende
mi avverto in progresso vibrare
fin dentro i circuiti del sesso
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gli stringo le spalle tastando
nei muscoli forza e tensione
lo voglio sincero e totale
sfacciata gli provoco il membro
che sente lo spasmo e si accresce
già pronto e impaziente a quell' atto
ma non si dispone all' assalto
piuttosto si stende in invito
cedendo la guida del gioco
son io che da sopra dispongo
di smania virile protesa
ne graduo pressione all' ingresso
lo gusto al dischiudere labbra
lo stringo in possesso e controllo
lo incorporo in pieno connubio
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aperta è la soglia di vita
rincorsa la strada in profondo
mi lascio a gustare tensione
resisto mi avvinghio e lo sprono
a rompere i freni cortesi
usati per darmi il comando
si slancia ed io cedo tranquilla
mi lascio percorrere in foga
e quindi lo arresto e lui freme
ribelle riprende e si sfrena
mi libero in mare alle ondate
tempesta è il mio moto dei sensi
la voce è un respiro mutato
intreccia la forza dei corpi
duello alla pari di eroi
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tensione di istinti in ricerca
di un fine che è cieco e obbligato
percorso in attrito che sfugge
ed ecco che inizio a cadere
resisto mi vinco e ti grido
prosegui più forte la lotta !
precipito in fondo al mio io
risalgo le scale ansimando
in cima riprendo a danzare
ti vedo invincibile e forte
galoppi al traguardo deciso
e mentre ti seguo nei passi
già complice del tuo successo
rapita dal volo che prendi
son aquila in ali tue immense.
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