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MI_SVELO_MA_IN_ANIMO_NUDA
questa storia è stata interpretata dall'attrice
Diana Anselmo
il 20 dicembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma
e il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma

Il Ventre si espande e trasforma
e provo pudore a mostrarmi
al gran colonnato e alla piazza


Canto n.88 dal NONO CORO MATURA TOCCARE IL TRAGUARDO

Il sole è unica scorta
immensa la piazza mi accoglie
ellissi ruotante che abbaglia

attacco di taglio il percorso
diverso dal resto dell’urbe
nel cielo è piazza San Pietro

carrozze fontane il selciato
un palco esteso in abbraccio
la cupola sembra sgridare

i fusti del gran colonnato
che scrutano me figurina
fragrante in sottile cotone

sfilata trionfante è il mio andare
le curve dell’adolescenza
il passo non cela in segreto
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sto bene ho vinto il timore
di avere difetti scoperti
ripeto il debutto all’aperto

gli zoccoli danno cadenza
le occhiate di guardie son raggi
si gira un pretone in sottana

lusinga mi rende sicura
diverte innocente malizia
ho il mezzo di entrare tra gli altri

non è uno scopo il mio corpo
ma è ora che io affronti l’agone
competere in mondo di adulti

curiosa che cosa di me
profilo le mosse o le forme
attratti fissano i maschi
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averne ! ma tanti d’intorno
che ammirano ammiccano tentano
ambita vistosa inseguita

che schiera i ragazzi nel sogno
brillanti aitanti acclamanti
circondano come colonne

se molti in cerchio alla preda
potere ho di sceglier l’eletto
per esser sicura del mio

da piccola il ruolo sognavo
tentavo un vicino già grande
un’esca da prendere in caccia

smorfiosa gridavo saltavo
per farmi afferrare da braccia
su spalle volavo aeroplano
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bambina innocente e protetta
il gusto di dare attrazione
riempiva il mio fiato battente

ma senza conoscerne il fine
ed ora mi espongo agli sguardi
li provoco senza pudore

sapendo che rischio fastidi
approcci brutali o violenza
non scelta convinta di incontro

quand’esco mi piace scoprirmi
se vado a un locale o una festa
accorta evidenzio volute

divento un’offerta da ghiotti
e quasi dimostro il mio spasmo
il corpo che ambisce esperienza
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ansiosa di non controllarlo
poi bevo un bicchiere di vino
per darmi la forza di azzardo

rifiuto censure in famiglia
invece ne sento il bisogno
son fragile all'urto di impulsi

di eventi più forti di me
e sfido il confronto coi maschi
se temo non esser capace

di dare il meglio di donna
il gruppo degli altri svanisce
allora concentro il mio agire

pensando a un contatto con lui
che dico? che sogno? ricordo?
son sempre la stessa ragazza ?
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soltanto da mesi ho incontrato
un uomo con ombra a colori
le fronde sue varie e avvolgenti

la scelta di entrambi è totale
incinta ed ho solo vent’anni
il ventre si espande e trasforma

e provo pudore a mostrarmi
al gran colonnato e alla piazza
la vita è cambiata di un’era

non più una preda leggiadra
ma scrigno di affetto e certezza
mi adagio sul caldo selciato

divento fontana che espande
zampilli iridati e sonori
ho grazia di essere donna.
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