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Mi_svelo_ma_in_animo_nuda

Canzoni

Roberto Ruocco e
Cristina Bozzi hanno composto le musiche e adattato sette dei testi (chiamati canzoni) che aprono i nove cori del poema e le hanno interpretate (voce di Cristina e Roberto al pianoforte) nelle serate delle letture.


Cristina Bozzi

In animo nuda

Mi svelo ma in animo nuda
degli occhi tuoi ciechi di maschio
reprimi quel lampo rapace

che muove dal sesso la febbre
per render feconda la specie
quel gesto di amore è crudele

se ignora che dentro il mio ventre
le gole di donna son canto
contemplale e dona rispetto.

Ecco mi svelo
mi voglio svelare
ma in animo nuda
mi voglio mostrare
depongo corazze
e trucchi e finzioni
ti mostro le curve
mie interne ed i sogni
le voglie segrete
le mie fantasie

i boccoli viola
avvolgono spire
non sembran finire
ma poi
mi sveglio sola

ROBERTO RUOCCO
Pianista e sassofonista, autore e arrangiatore. Predilige lo swing e il cool bop che coniuga con le melodie partenopee. Come pianista ha partecipato ai programmi televisivi “Piacere Raiuno”, “Ci vediamo alle dieci”, “Arcobaleno”, “Uno Mattina”, “Argento e oro”. Autore e arrangiatore delle sigle dei programmi “Viaggio nel mondo del sociale”, “Il ruggito del coniglio”, “Il gambero”, “28 minuti”. Autore ed esecutore del CD “Nel regno di Re Ferdinando” con la voce di Cristina Bozzi.



Quel viaggio

Mistero carnale è quel viaggio
che sparso in sentieri di linfa
separa dal regno di infanzia

spavaldo e oscuro il suo ingresso
ignaro dei miei corridoi
può urtarmi in asciutte strettoie

lo so che mi cerchi
col volto velato
tra gli altri intravedo
del manto il colore
la sagoma è incerta
ti spero in sorriso

si muovono in tanti
qualcuno mi guarda
alterna ricevo
lo scatto di foto
un ghigno a ferirmi
offerte di accordo

non so se ci sei
non so se sarai
ignoro il destino
del nostro connubio
con trepida gola
desidero inganno

con passo velluto e sicuro
perlustrami tutto il giardino
accendi penombre al contatto

poi bussa discreto e insistente
disegnami il volto futuro
raddoppia il mio essere sola !
Severa mi attende famiglia

Rasento ogni giorno il giardino
all’angolo della mia strada
sfacciato di frutta e di fiori

è basso il recinto e il divieto
mi impone nemmeno il guardare
severa mi attende famiglia

assaggi e ripulse
di polpe rigonfie
acerbe o mature
sapore intrigante
di nuove esperienze
con gusti stranieri

attratta e stordita
da sola vacillo
sollevami in alto
aiutami a entrare
su dammi una spinta a
varcare quel muro

ti manca la forza
so fare da sola
rimani di fuori
dal gioco proibito
intendo godermi
le insidie a colori

desidero di esser strappata
dal grigio con gesto deciso
lanciata in fantastica tela

rivelati nuovo e improvviso
regalami un brivido a sera
con complice intesa in ardire.

Implora

La sfida propongo spavalda
le gambe accavallo e mi adagio
attendo tu scenda in ginocchio

esigo spogliarti del vanto
sedotta in virile possesso
ma averti secondo al confronto

son luna abbagliante
volatili attiro
nel giro serale
più alta del salto
ti sembro vicina
mi affaccio al cespuglio

il solo vedermi
ti rende eccitato
ravvivi i capelli
gonfiando il torace
ti lanci in conquista
illuso dell’ arma

ti inganna il colore
del frutto mio vero
addenti la buccia
ma il succo è in profondo
trovarlo un impegno
da perderti il fiato

nel mio labirinto ti immetto
son tanti i percorsi promessi
bendato li palpi e li annusi

inventa parole di ingresso
implora di muovere un passo
pazienta a scovare le uscite.

Ho spiccato ali innocenti

Le ali innocenti ho spiccato
riposta paura del guado
mi levo al di sopra di strade

osservo con mente tranquilla
chi corre laggiù tra i sentieri
e inganna agli incroci il percorso

natura ha indicato
con gesto silente
lo stare mio sola
avvolgermi in mura
di carta sottile
l' uscita impedirmi

è piccolo il passo
ma il piede è pesante
il ponte non creo
per darmi nell' altro
costante riserva
in carne tracciata

vicina rimango al
lamento tuo vano
che esige risposta
lontana e in affanno
dal picco più alto
ti lancio un pensiero

verrò a liberarmi gli istinti
più nuda dell' acqua sorgiva
lasciarmi alla folle discesa

il salto lo impone la forza
che gravita cose su terra
creatura che pesa non sente .

Corteggia e bisticcia

Lo specchio corteggia e bisticcia
l’accordo esterno di sguardo
tentando l’ immagine inganno

disporre vorrei di artifici
per rendermi sempre diversa
oggetto fatale a me stessa

riflesso rispondi a
domanda del vento
indaga severo
le curve e i contorni
le altezze e i volumi
figura e armonia

potresti mutare
difetti e misure
colmare carenze
le ombre addolcire
la luce donare
giusta ai rilievi ?

sapresti vedermi
attraente al tramonto
splendente in notturno
virginea all' aurora
con passo di cerva
e braccia di cedro ?


il corpo mio amo e disprezzo
lo stringo lo gonfio lo occulto
lo stimo strumento perverso

non di altri il giudizio ma il mio
determina scontro allo specchio
bellezza rinnega persona .

Ho reso missione

Per secoli ho reso missione
donandomi in tutta la grazia
son stata graffiata ed offesa

incendi e invasioni ho subito
in carne ho cantato l' umano
dolore a donare la vita

ti chiamo in profumo a
toccarmi in omaggio
dismetti le piume
in balsamo abbonda
se vuoi penetrare
a porgermi amore

racchiuso in caverna
dotata di fuoco
sta l' albero grande
che attende il tuo seme
per farne eruzione
divina sembiante

ti accolgo con gioia a
cibarti di me
dal seno affiorando
il latte mio esulta
dell' esser sapienza
sapore ed istinto

di prati una dolce montagna
distesa in volumi son sposa
al sole divento candore

ombrosa sfuggente smagliante
in gole nascosta e segreta
di sensi feconda ti attendo.