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MI SVELO MA IN ANIMO NUDA

Questa storia è stata interpretata da:

Miranda Martino

il 22 dicembre 2002 al Teatro de' Servi Roma

 

SETTIMO CORO: DOMINIO AFFERMARE IN INCONTRO

canto n. 62


Nel gioco lo scaccio e lo mordo
coi denti lo provoco a morte
poi lascio che viva e mi vinca

 
Milano cerchiamo un albergo
ci danno una camera rossa
equivoco ambiente mi appare

di certo non quello pensato
dimora serena e distinta
per solo parlare con lui

sfuggito ma l' ho rintracciato
intendo soltanto chiarire
se amore è finito o cos' altro

cadente mobilia di alcova
la stanza risuona brutale
richiama ad un unico scopo

mi torna il peccato detesto
le coppie nel darsi ad orario
se godi e poi scappi è amore ?
15
dal mio sentimento rispunta
qualcosa che pizzica in bocca
peccare è piacevole gola

tentiamo un discorso ma breve
sul letto sto tesa ma lui
la nuca mi stringe da esperto

con fare scherzoso mi bacia
conosce il mio punto di resa
più debole tento parlare

protrarre ma cedo le vesti
attacco conquista al torace
gli mordo capezzoli e ascelle

se accetto ripresa pretendo
comando la mia soluzione
deciditi e scegli ! gli impongo

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con lingua perlustro l' estraneo
fintanto che lo riconosco
gli struscio l' addome e le cosce

attizzo a sentirlo vibrare
accenno quel bacio che aspetta
rinuncio e mi lascio distesa

le mani gli porto al mio seno
capezzoli strizza tra dita
intanto incrociamo le bocche

mi scopro ad arresa sentirmi
dal peso di lui che sommerge
resisto per rendere oltre

richiamo che urlano membra
mi volto e le labbra sul pene
da forte a più tenero senso
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col succhio riprenderlo mio
lo lascio che geme e mi invoca
l' attiro in ginocchio al mio grembo

il volto di lui che si infila
da schiavo nel rendermi omaggio
all' acme materno mi involo

piacere che in pianto si esterna
da rabbia si alterna a passione
dolore che sfugga istintivo

sentire più prossimo e forte
appena membrana separa
sfuggente al tentare la presa

eppure il godere travolge
nell' intimo il centro del corpo
che canta gridando ed avvolge
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ma straccio la tenda e riprendo
la forza di andare più avanti
in lotta selvaggia per prima

più nuda e più libera in pelle
ho sciolto le bende e i legami
che prima frenavano l' eros

la chioma allungata mi stringe
mi preme il suo viso sul seno
cavalco ed il membro gli spingo

con furia che penetri in corsa
l' amazzone in caccia lanciata
lo porto nel dedalo interno

nel gioco lo scaccio e lo mordo
sul pene in pericolo intenso
che fame l' estremo ingoiare
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coi denti lo provoco a morte
all' ultimo scontro carnale
poi lascio che viva e mi vinca

la forza sovrasta in statura
illumina il sole del corpo
ho smesso lo scherzo tra ombre

assisto ed entrambi riguardo
contendersi il filo del vuoto
astrale è la corsa finale

da scontro di fieri animali
si libera aperto confine
cerchiamo perfetta armonia

sicuri di prendere in dono
l' odore di vita fragrante
più denso del fragile stare. 90