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MI SVELO MA IN ANIMO NUDA

questa storia è stata interpretata da:

Anna Teresa Rossini

l'8 novembre 2002 al Tempio di Dioniso a Roma
e il 22 dicembre 2003 al Teatro de' Servi a Roma

 

 

OTTAVO CORO: NEL FIUME DEI BRIVIDI UN VOLO

canto n.71

Ninfea nello stagno albeggiante
agogno cascata di semi
dai sorsi del fuoco profondo

 

Mattina normale lavoro
inquieta domanda mi prende
un vago sul petto disagio

curioso crescente appetito
(perché non mi lascia tranquilla
nel mio conversare di affari ?)

lui sembra intuire (che strano !)
quest' ansia segreta che chiama
ma forse fraintendo il messaggio

segnale nel primo colloquio
avevo avvertito e tornata
ripreso il discorso formale

conferma indiretta ricerco
di vera intenzione negli occhi
dimostra interesse e mi fissa
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nei battiti attacca emozione
emano dal collo vapore
sfacciato (che l' altro si accorga ?)

sicura che il corpo gli piaccia
ma voglio mostrarmi persona
l' interno anteporre all' aspetto

giardino cintato odoroso
che lui rispettoso ed ardito
scavalchi con salto elegante

ma come al cancello invitarlo ?
sta fermo ed allungo la mano
lo sfioro in sbadato contatto

ma appena le dita gli tocco
avvampo e svanisce il riserbo
pretendo risposta immediata
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deciso lui a me si avvicina
e quel che ho cercato con sguardo
procedo a sentirlo col tatto

dal viso poi il collo le labbra
un bacio che corre ritardo
gli slaccio la giacca il colletto

conoscerlo subito in furia
strappare ogni ostacolo di abito
e voglio lui faccia altrettanto

lo esamino in avido zelo
risponde lui nudo alla voglia
e quindi lo tiro vicino

lo tasto attraverso le spalle
la linea del petto e dei fianchi
giù scendo le gambe i polpacci
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poi lenta risalgo le cosce
assaggio ogni spazio di senso
raggiungo il bastone che è caldo

lo sfioro leggera e sorpasso
proseguo il percorso sul tronco
lo mordo poi in bocca lo bacio

mi abbraccia ma sciolgo la stretta
attacco di nuovo esplorarlo
con lingua sul volto e sul collo

affondo la strada di pelle
sapore che gusto è delizia
cominciano umori a contrarmi

il membro ha sapore più odore
sentire il suo fiato vibrare
con cinque canali è godere

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mi chiede lasciargli uno spazio
mi stendo a ricevere omaggio
e gli offro lo stesso percorso

si insinua la scossa ai capelli
mi sciolgo ogni punto che tocca
non è un elemento ma insieme

medusa son tutta vagina
e quando alla porta mi bacia
frizzare prima acqua in cascata

invadi lo imploro la diga
irrompi sussulto in foresta
altra onda mi esplode all' ingresso

non sento di me più controllo
da lotta muoviamo alla fuga
ma impongo invertire la corsa
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superba lo domino ed alta
rovescio non cambia il sentire
frammisti in un unico sesso

mi illudo tenere il comando
dei gesti con arte studiata
per rendere lento il piacere

travolge con rotta di fianchi
precipito e lascio coscienza
ninfea nello stagno albeggiante

agogno cascata di semi
profumi e richiami stordenti
dai sorsi del fuoco profondo

il getto prorompe e mi lascio
confuse le dita con l' erba
immersa al giardino terrestre.

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