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Ho letto
fino in fondo, e con molto interesse, i suoi 8100 perfetti
novenari. Credo che lei abbia scritto una specie di originalissima
"Spoon River" delle illusioni e delusioni al femminilie,
delle chimere e degli aneliti dell'essere uomo o donna, ma
che lo scrittore uomo, nella donna, ritrova come illuminati
da misteriosa e nitida luce lunare, nel buio totale delle
pulsioni dell'essere. Se Flaubert non avesse deciso di prendere
di mira soltanto il sentimentalismo e i fru-fru romantici
di Louise Colet, ma si fosse spinto fino a disvelare la pura
e nuda sessualità (quale egli per sei anni visse con
la Colette) di ogni esperienza e aspirazione amorosa, io credo
che avrebbe adombrato qualcosa di simile alle molteplici Bovary,
delle cui attualissime storie Bruni si fa rapsodo e distaccato
affabulatore.
Giovanni Giuga, marzo 2008 |
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Ho voluto
leggere una prima volta i tuoi testi e una seconda e un terza
volta per rivivere e vivere fino in fondo le emozioni chei
versi mi trasmettevano. "Il quotidiano in
versi" mi è sembrato un modo altro
di fare politica, quasi femminile, per parlare al cuore, che
mi pare la parte più nobile, cuore come psiche, come
riservata interiorità. "Mi svelo ..."
è un'opera complessa in cui il verso "veloce e
ritmato" sembra voler solo accennare al coinvolgimento
del corpo, nel rispetto di un'antica riservatezza. Si avverte
la mano dell'uomo, curioso, tormentato, forse "invidioso"
di una complessità che si ritrare dall'apparenza e
che gode di sé, assaporandosi lentamente. E' l'uomo
che si fa specchio di un piacere che non conosce, che ha temuto
per secoli, che ha sentito strumento di liberazione, di autonomia
, per "lei". In alcune storie le figure di donne,
avvincenti ed avvolgenti, appaiono "mascolinizzate"
perché razionali e consapevoli anche nel piacere. Un
piacere raccontato e tradotto dalla fonte è comunque
reso lucido e logico. L'abbandono totale è una conquista
preziosa e, come afferma Carmelo Bene, condizione rara per
la donna e per l'uomo. La femminilità vissuta è
sofferenza e abbandono a sé e di sé e non è
esclusiva della donna. Femminilità che non ha nessuna
parentela con la sottomissione.
Ninel Donini Cagli - 14 marzo 2006
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