Partenone vendesi
Si specula a Atene e dintorni
e non di pensiero e di esistere
si fanno gli affari ma turpi
si imbroglia si evade si ruba
chi ha preso ha esportato è fuggito
non tornano i conti fasulli
ed ora la fame per gli altri
lavoro pensione lo studio
si svende la storia è fallita
2 luglio 2011 |
Verbali di serie P
Intercalo intercedo intercetto
telefono è magica rete
prolifera in mobili onde
diffonde zizzania e paura
procura incarichi e affari
rivela profili nascosti
segreti a dispetto di ignari
è caro dovere accertare
dei ragni il subdolo intreccio
24 giugno 2011 Le intercettazioni telefoniche della loggia P4 |
Il cetriolo è innocente
Di ruvido aspetto
è rigido e muto
rifiuta gli sguardi
nel verde segreto
rivela candore
di morbidi semi
non cela infezioni
depura le rughe
difende la dieta
con tartaro acido
i grassi combatte
con zucchero o sale
compagno a merenda
si sposa allo yogurth
corteggia insalata
16 giugno 20110 Il cetriolo è stato ingiustamente accusato di trasmettere l’infezione da escherichia coli |
Una vera signora
Lei ha vera eleganza contessa
è vero il nobile stemma
è vera ricchezza in famiglia
è vera su abiti firma
è vero l’affetto al potere
è vera minaccia avversaria
è vera durezza di scontro
è vero veleno l’accusa
il falso col tono del vero
11 maggio 2011 Letizia Moratti lancia un’accusa falsa contro Giuliano Pisapia al termine di un dibattito televisivo
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Voglia di gelato
Lussuria in colori
richiamo rapace
cattura lo sguardo
espone i suoi nudi
intreccia i sapori
sussurra i profumi
risucchia le labbra
si insinua tra i denti
incanta la lingua
sconvolge papille
carezza il palato
afferra la gola
invade la pancia
rinfresca gli ardori
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L’invito dell’anguria
Mangiarla richiama una festa
ballare con ritmi e canzoni
cantare sudare sfrenarsi
richiede scurirsi di pelle
per reggere tinte splendenti
il verde tigrato che sfida
il rosso che invade la gola
il bianco che il morso arresta
il nero che in seme è promessa
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Uccidere il tiranno?
Colpito il tiranno non muore
rinasce con volti più truci
a opprimere in luoghi diversi
non sconta una pena e non paga
un culto il corpo sfregiato
rimbalza vendetta su inermi
patibolo vittime offende
non sana rinnova il dolore
giustizia è far vincere pace
5 maggio 2011
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Le croci dal barcone
Due pezzi di legno relitti
a croce connessi da chiodi
non utili attrezzi al lavoro
oggetti non belli in decoro
dannoso bruciarli in camino
intrisi di sangue e detriti
spugnosi di grida strozzate
sembianze di anonimi in fuga
di cristi affamati annegati
Il vescovo Francesco Montenegro ha donato per Pasqua 2011 alle parrocchie di Agrigento 193 croci realizzate con il legno dei barconi dei migranti 23 aprile 2011 |
Al largo di Lampedusa
Creature di terra
il mare ha pescato
per farci compagne
a quelle dell’acqua
il nero di pelle
col chiaro di lische
per noi come i pesci
quel giorno in barcone
estremo di vita
gli affetti ha tranciato
non restano foto
ma numeri in rete
7 aprile 2011 |
Il ventre nel barcone
Affido ed è solo speranza
al mare che nutre e divora
il grembo maturo di te
mio figlio del sole africano
in fuga da fame e soprusi
destino è di nascere in acqua
promessa è trovare una tenda
nel sogno ti sento cantare
aggrappo salvezza al mio ventre
Una clandestina africana sta per partorire nella traversata in mare |
Missione umanitaria
Un sibilo in testa ci esplode
il fiato ci schianta in fragoreannienta parenti e pensieri
che sia di oppressore o di amici
la buona intenzione al tritolo
volando produce terrore
macerie di corpi smembrati
proclami di storiche voci
domani la pace ai nemici
23 marzo 2011 |
Fiammella
Un fiato leggero
di luce e calore
barlume con ombra
al soffio dell’aria
resiste e non regge
e lascia in ricordo
un filo di fumo
più breve e più solo
d’esistere suo
31 marzo 2011 |
da febbraio 2011
Il_quotidiano_in_versi
le poesie di attualità tornano sul
settimanale online per gli italiani all'estero
L'indro
http://costruendo.lindro.it
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Il bacio dell’anello
Che storiche foto sui media!
in pubblico abbracci affettuosi
ammiccano a taciti sudditi
parate banchetti festini
la firma in pomposi trattati
reciproci affari all’orecchio
fratelli nei chiusi poteri
indulgono a vizi privati
gareggiano occulte ricchezze
pubblicata su
http://costruendo.lindro.it
venerdì 25 febraio 2011
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I tesori dei rais
Depositi come discariche
a mucchi ma chiusi al sicuro
segreti in banche felpate
azioni denari gioielli
immobili media barconi
ricchezze rubate a chi ha fame
valori in incerto destino
divorano eredi sgraziati
deserte le patrie sfruttate
pubblicata su
http://costruendo.lindro.it
venerdì 4 marzo 2011
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Destini
della biblioteca
Deserta la casa
volato il padrone
mutismo di oggetti
i più numerosi
di nobile polvere
attendono in schiera
il loro destino
durare nei tempi
è innata speranza
ma temono in tanti
1 |
nazione
che perde
il suo territorio
vorrebbe serbare
disegno del padre
dovranno migrare
compatti in bandiera
unirsi ma salvi
in vasti confini
a popoli eletti
compagni in missione
2
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o
mesti subire
diaspora e oltraggio
mischiati a materia
per dare calore
sperare in rinascita
nei campi da macero
o sparsi su banchi
attendere al freddo
le mani in ricerca
di nuovi padroni
3
febbraio 2009
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Carne
o pesce?
Muggiti nitriti belati
starnazzi grugniti chiocciare
se addento l’arrosto è rumore
digrigno il boccone compatto
un gusto attizzato ed estremo
tra muscoli e nervi si infiamma
a lungo procede in contrasto
gorgoglia in circuito sanguigno
la carne proclama la lotta
Il pesce non sparge colore
estratto da mondo spietato
dimentica forza di massa
degrada le tinte attrazione
diffonde silenzio in profondo
boccheggia ed in bocca si acquieta
in circolo scioglie le acque
profuma finché dura il giorno
richiama le membra alla quiete
novembre 2008
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Tor
Vergata
Su un prato assolato ed estremo
cespugli hanno aperto finestre
colmando di libri e provette
silenzi assediati dall’urbe
è lungo raggiungere il campus
da pecore cloni di scienze
redigere strade al sapere
teoremi innalzare a pareti
soffiare su vele di studio
A Renato
Lauro
eletto Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi di Roma
“Tor Vergata”
Roma 14 ottobre 2008
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Campane
a festa
Rintocchi
di torri brunite
si ascoltano rari tra i borghi
metropoli invece in frastuono
richiamano a messa con dischi
l’Italia dei mille comuni
dei mille progetti inattesi
si è come assopita alla tele
ma sotto la patina in luce
tra i tanti fuori del coro
chi è giovane in spirito e in testa
ricorda il passato e lo studia
e non lo rimpiange ma spera
ragiona e ricerca le strade
e crede ancora nei libri
li legge ha passione e li scrive
riesce a suonar le campane
a mano con sforzo e con arte
risveglia chi dorme o si adagia.
Per gli
ottanta anni di Bartolo Ciccardini
30 settembre 2008
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Ninna
nanna di maggio
Rimani
tranquilla nel letto
ti dondola notte e ti canta
con piccoli versi e richiami
frusciare
di verde e di fiati
parole che tornano in mente
il sonno le muta in canzoni
in volo innalza i tuoi passi
ti immerge leggera in un sogno
sei nuda ma senza timori
ti bagni nel fiume e riemergi
ti scopri risplendere al sole
ti cerca e ti allaccia una mano
ti guida in cima ad un colle
ti interroghi e guardi lontano
il grigio è rimasto laggiù
ti lasci all’abbraccio del prato
rimani
tranquilla nel letto
ti dondola notte e ti canta
con piccoli versi e richiami
maggio 2008
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Il
cedro di Tengia
Il
legno vivente è colonna
mosaico di pelle matura
discorre con case stringenti
pennella i suoi rami aghiformi
in ombra dimostra i colori
infrange l’azzurro e la luce
osserva gigante le cime
al vento è stabile e saggio
la vita oltrepassa in silenzio
agosto
2008 scritta con Marco

debernardo
"aspidistra"
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Il caldo autorizza a scoprirmi
licenza repressa ma ambita
è nudo il collo da chioma
lo avvampa la mano del sole
ma
sfido il rossore del bacio
che scende alle libere cosce
slanciate sui tacchi suonanti
arditi in lotta con pietre
sganciato
il seno da gabbia
promette le curve velate
e come in un passo di danza
si allungano braccia nell'aria
sfacciata
innocente presenza
lusinga di sguardi passanti
autentica in luce mi sento
l'estate corteggia e blandisce
luglio
2007
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L’italiano
Parole
che suonano intere
distese arrotondano voce
che armonica sgorga da labbra
si
scrive si legge ed è chiaro
confortano animo i segni
infuso di tante regioni
e
danzano pure vocali
attorno ad accenti precisi
nel ritmo dei suoni i colori
è
flauto la frase e respira
non strascica sensi né fiati
non ordina brusco nei toni
è
dolce in preghiera e in amore
nel canto si volge in sublime
la lingua che esprimo e che amo
(da
Il_ canto_è_un_senso_di_amore)
giugno 2007
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Il
mattino ti vede tornare
nei toni delicati dei boccioli
con il profumo dei campi precoci
le colline ti vestono in panneggio
ed ali di farfalla negli occhi
scrutano fiati e trasparenze
sorpassano muri e maschere
dischiudono il peso delle tende
soffrono ad ogni vibrazione
e le gocce di pioggia
tra il tepore delle coltri
sono attimi intensi di memoria.
maggio
2007

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Cos'è
che vola?
Non è un rumore
ma quasi una voce
quel battito d'ali
che sembra sparire
non serve voltarsi
mirando lo sguardo
interno è il frullio
che fugge lontano
rapisce una parte
del nostro gridare
inutile strepito
confuso nel dire
è sciocca pretesa
di stringere vita
luglio 2007
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Giusy
Di Luca |
Canzone
per Giusy
Dondola dondola
tra le tue labbra
ruotano petali
attorno al tuo naso
dondola
dondola
spalla sul muro
guizzano gli occhi
oltre la luce
dondola
dondola
il tuo profumo
sparge quel fiore
dentro i ricami
dondola
dondola
il ricciolo arguto
ride la mano
dietro il vestito
dondola
dondola
gaia la voce
è la tua danza
espressa in foto
in
memoria di Giusy Di Luca, 19 maggio 2007
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Il
velodromo dell’Eur
Mirabile gioco equilibrio
vedere le ruote planare
su fili di legno a gradini
l’ellissi girava negli occhi
increduli d’adolescente
fierezza di Roma futura
cantiere di arditi profili
segnale di linee e pensiero
ma raro tra blocchi inespressi
ottobre
2007
Avevo quattordici anni nel '60
e andai a vedere una gara olimpica di ciclismo nel velodromo
appena inaugurato. Dopo quarantasette anni ho ancora viva
in memoria l'emozione di trovarmi in quello stadio inusuale
e ardito. Mi associo all'appello per conservarlo, prezioso
tra il prezioso patrimonio architettonico di Roma. Che non
si ripeta l'errore compiuto nel 90 con la ristrutturazione
dello Stadio Olimpico: fu sfregiato un capolavoro e il costo
fu molto superiore alla costruzione di un nuovo stadio, che
avrebbe arricchito lo scenario
romano. Aderisco al manifesto per la salvezza del velodrono
con questa poesia che ho scritto oggi, in ricordo della sensazione
di allora.
Il velodromo è stato demolito nel 2008
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Vittorio si è arrestato
La scuola dei principi è
dura
imparano a notte inoltrata
le leggi la scienza la lingua
il sabato assistono i vecchi
corona costringe a servire
senz’armi con mani pulite
per farne tesoro di stile
esiste la favola azzurra?
sta solo il cavallo di bronzo
L'arresto
di Savoia, poesia di attualità composta la mattina
del 17 giugno 2006 per la colazione, notiziario poetico, al
XII festival internazionale di poesia diGenova
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L’uomo
di Pompei
Il sonno di secoli è gesso
nel vuoto del corpo svanito
graziato dal perdere forma
terrore è teste di storia
assieme ad immagini ardite
in stanze gioiose serbate
da cenere in lieve sigillo
ha fatto di un’ombra che fugge
tesoro ambito da sguardi
Pompei 15 luglio 2005 letta all'apertura di
Archeo Doc Fest
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Ma
il Presidente esiste?
Sorride ovunque da foto
proteso corvino adornato
in iride brilla il potere
è chiuso in palazzo disteso
difeso da ferme divise
deciso governa e divide
escluso chi al ruolo ha pretese
estraneo alle piazze e alla tele
è lui virtuale presiede
11 febbraio 2005
Kairouan - Tunisia
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Ranieri III di Monaco
Ha come un profilo diverso
la rocca intagliata in riviera
negli angoli d’ombra il rimpianto
dell’epoca spentasi all’alba
veleggia sereno ma mesto
sul mare da sempre fratello
si è inscritto un altro ritratto
tra tutte le stelle dei mondi
ritrova splendente compagna
sei
aprile 2005
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FurtoLat
Ha
fama benefica astuta
risparmi ha raccolto in fiducia
per fare un impero italiano
con gusto in bottiglia e merenda
il nome suo invita a ballare
un uomo con grandi mammelle
che saziano banche e stranieri
con buste e inserzioni ha premiato
politici stampa e potenti
nel latte hanno tanti inzuppato
intanto svuotava la cassa
colosso da bere asciugava
dissolto il bianco alimento
il nero del buco ha lasciato
è nulla tenente il riccone
gli resta la villa prigione
e sconta la pena tra i fiori
se industria fallisce che accade?
pagate voi poveri in terra
tre euro per ogni africano
per ogni cinese o latino
tre euro indiani e ortodossi
la cifra tra tutti divisa
è solo tre giorni di fame!
statistica è legge di uguali
bruciati nel crollo i listini
le azioni hanno peso morale
compensano borse e forzieri
nel mondo di liberi affari
i conti ritornano pari
11
marzo 2005
fallimento della ParmaLat
|
Il
verso del numero
Ho
letto sui libri
vicende e opinioni
ma non le separo
mi fluttuano in mente
immenso tessuto
di intrecci e colori
se tento citarli
rimescolo autori
dimentico date
se tento ripeterli
modifico il senso
di frasi frammiste
procedo in ardire
arrivo a una meta
smarrita nel capo
mi ingorgo in parole
che giocano insieme
concentrano storie
discendono i versi
si accoppiano ambigui
stringendosi in danza
non prendono fiato
le virgole assenti
tagliati i superflui
arrivano in fondo
divisi per tre
il numero è suono.
agosto
2007 |
Bosco
invernale
Calata
si avvolge la notte
ma essere buia non può
seppure sia assente la luna
c’è neve che emana chiarore
più calda del gelo diffuso
assorbe crocchiare di sterpi
rientro di bestie alle tane
sonnecchiano case disperse
sussurra un filo di fumo |

Roberto
Meli
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Carnevale
La grassa risata spumeggia
si
mescola a vino e frittelle
dileggia chi è serio e potente
ribolle l’ardire nascosto
azzarda parole e solfeggia
l’invito a sfrenarsi nel ballo
aleggia tra calca la voglia
svelare tra maschere il bello
il re Carnasciale folleggia
pubblicata su
IL LA (rivista mensile del Lazio)
febbraio 2010 |
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